Quando una è intuitiva…

Una delle caratteristiche che fanno grande una donna, è l’intuizione.
L’intuizione per le piccole cose, per le sfaccettature delle persone, per la corsa verso i propri sogni, per gli uomini con cui stare, o anche quelli con cui fare solo un giro in giostra.
Bene.
Io ne son completamente sprovvista.
O meglio.
Da bambina ne avevo a palate.
Ero un pozzo di saggezza intuitiva.
Probabilmente qualcuno me l’ha rubata nel sonno, perché ora non ce n’è traccia.
L’ho cercata in lungo e in largo, ho provato a risalire a lei in tutti i modi possibili, come quando non trovo più Ernesto, il mio coniglio, e lo acchiappo seguendo i ciuffi di pelo che perde in casa. Come Pollicino con le briciole.
Ma per la mia intuizione non c’è un tubo da fare. Sparita.

Avevo circa 6 anni e guardando Fantaghirò pensavo: ” Io amo Tarabas. Così tenebroso e maledetto. Ma sposerei Romualdo perché è prevedibile e buono”.
Che poi a ben pensarci, Kim Rossi Stewart, adesso, me lo farei vestito, ma questo è un altro discorso.
Avevo già intuito che i bad boys vanno bene a 20 anni. A 30 se ti ci innamori, sei una cretina.
Comunque Romualdo sposò quella lesbicona di Fantaghirò, ed io ero felice per lei.

Sta saggezza è perduta. Me la sarò mangiata, non so.

Verso l’adolescenza, ero una vera fan di Baywatch. Non di quelle che ci capitano per caso e se lo guardano.
No. Io avevo un appuntamento fisso, giornaliero, e terribilmente ormonale.

E tra un salvataggio e un limone, mi ero innamorata perdutamente di un numero considerevole di attori.
Logan, ad esempio.
Con quella chioma bionda alla Renegade che non passa mai di moda.
Quel modo di fare da Maschio Alfa. Che ti rimette al tuo posto con un’occhiata.
Quello che prendeva la brunetta dagli occhi blu, e la sbatteva contro un armadietto dello spogliatoio. (Gli autori si erano confusi con la sceneggiatura di Beverly Hills 90210, ma pazienza).
Logan, ovvero Jaason Simmons.
Che io mi immaginavo essere finito in un Ranch in Colorado, ad allietare le milf di mezza America.
Invece no. Ha fatto coming out nel 2008.
Gay. Gayssimo. Parbleu.

Per la cronaca, mi sono infatuata anche del vecchio. Il celeberrimo Mich Buchannon, colonna portante di questa serie super anni ’90.

Lasciando stare che negli ultimi 2 lustri hanno fotografato più ubriaco lui di Lady Gaga, va detto che il povero David Hasselhoff ha più botulino in faccia di Patty Pravo.
Deformato.
E soprattutto, ha sviluppato un fascino tutto suo. Un fascino per cui è un attimo scambiarlo per un pappone russo.
Poi è arrivato il turno del figlio di Mitch. Hobie Buchannon. Era un ragazzino tenero, con l’occhio dolce, da mugnaio che fa il pane, e ti cita Shakespeare al tramonto.

Io avevo i suoi poster in camera. Ci credevo veramente un casino.
Bene. L’attore, Jeremy Jackson, ora ha 33 anni. Ne dimostra 48, è raffinato come Costantino Vitagliano, e non sembra per nulla un narcotrafficante messicano.
Cuore spezzato. Il mio, ovviamente.
E penso che dio, al quale chiedevo incessantemente di farlo innamorare di me, di sposarci e di vivere in spiaggia con una cucciolata di Labrador, quella volta ha fatto bene a non cagarmi di striscio.
Grazie dio. Ora potrei essere la moglie di questo Neanderthal tamarro.

Fondamentalmente, a parte un paio di casi umani cinquantenni, mi sarei fatta tutto il cast di Baywatch. Comprese le comparse.
Ci sognavo proprio su.
Mi piacevano tutti. Tutti, tranne uno.
Ad un certo punto il telefilm virò verso la versione hawaiana. E anche qui fiumi di ormoni.
Però c’era un attore che quasi non sopportavo.
Se ben ricordo, smisi di guardare il telefilm perché lui mi stava veramente sulle balle. Con sto sorrisino stampato in faccia e un colore di pelle degno dei migliori portoricani.
Si chiamava Jason Momoa. Faccia arrogante e un casino di addominali. Anche troppi, per i miei gusti.
Mi sembrava un bagnino di Ostia Sud e totalmente privo di personalità.
Se avessi dovuto scommettere, avrei lanciato lui, giù dalla torre.
Senza ripensamenti, chè la vita è troppo breve per volersi fare il ragazzo sbagliato.
Beh. Il piccolo Jason è cresciuto.
E un paio d’anni fa ha interpretato Khal Drogo, nella mia amatissima serie Tv:” Games of Thrones”.
Quello, per capirci, che prendeva la vergine Daenerys Targaryen da dietro, sull’erba, riuscendo pure a farla belare.

Della serie. Chiedetemi cosa ne penso ora di questo sorrisino arrogante.

Quando si dice saper scommettere sul cavallo vincente.

Bene. Visti i miei trascorsi, io e le mie magnifiche doti intuitive, da domani inizieremo con il Super Enalotto.
Che mi sento fortunata.
E ricordiamoci che l’intuizione rende una donna, una grande donna.
Vado a vedere The Vampire Diaries, che su Damon mica posso sbagliare.

 

Questa voce è stata pubblicata in Costume e Società, MaryG world.

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