Siamo tutte Monica Lewinsky

Ci risiamo.
Puoi avere sterminato una famiglia, aver provocato una guerra, infangato il tuo buon sangue blu e fottecazzo. Ma se il tuo nome viene tristemente accoppiato a quello dell’uomo più potente della terra per una storia di pompini, sei destinata a portare una lettera scarlatta grande come la tua umiliazione, per tutta la vita.
Mrs. Clinton è la favorita alla corsa presidenziale del 2016 e dai dossier rispuntata il nome che meno di 20 anni fa fece tremare le casalinghe disperate di mezza America: Monica Lewinsky.
Se è vero che in Italia diventi famosa grazie a coloro con cui dividi il talamo, nell’ipocrisissima America ti potrebbe costare la vita.

Monica ha 22 anni. Viene da Beverly Hills, il quartiere di Dylan, Brenda e Kelly, che tra triangoli, flirt, vaffanculi, e tradimenti hanno incantato una generazione di ragazzine sognanti.
Si è laureata da poco e il suo primo impiego è come stagista alla Casa Bianca.
Il mio fu come fotocopiatrice volontaria in un ufficio di 5 metri x 3, dammi il cinque ragazza.
Ma è una peccatrice. Una sgualdrina puttana che si azzarda a mettere gli occhi su un uomo sposato.
Come se fosse la prima della storia, la strega da bruciare sul rogo, la Eva che mangiò una cassa di mele proibite.
Si infatua dell’uomo più potente del mondo che la lusinga, la corteggia, le dà una speranza.
Monica ci casca con tutti e due i piedi, e più precisamente atterra in ginocchio.

Le altre donne ovviamente avrebbero resistito. Avrebbero detto No, thanks Mr. President.
Avrebbero rifiutato, in un’età in cui si aspetta il Principe Azzurro con una determinazione da legionario romano, non ci avrebbero creduto a quella favola rosa, la loro moralità sarebbe venuta prima dei marci istinti primordiali.
Ci crediamo tantissimo.

Monica confida la liaison a un’amica che la registra e spiffera tutto ai servizi segreti.
L’amica merda ce l’abbiamo avute tutte. La nostra però avrebbe raccontato con lingua feroce dei nostri accoppiamenti alle vicine di ombrellone, non al mondo intero.
Avrebbe aggiunto qualche capriola, qualche Vai così baby che mi piace, qualche pozione acrobatica impraticabile.
A Monica hanno distrutto la vita con dettagli osceni, e chissenefrega se erano veri.
Fine della sua vita.
Inizio dello show mediatico più sessualmente esplicito della storia, più invadente addirittura di quel Vorrei essere il tuo tampax, del principe Carlo.
Il Presidente è obbligato a scusarsi in pubblico come se il suo pisello fosse di dominio nazionale.
La moglie è fotografata con la testa bassa forse a pensare Avrei dovuto fargli due pompini in più.
Ma nel circo della nefandezza tramutata in informazione l’unica che viene distrutta è lei.
La ventiduenne, ormai ventiquattrenne.
La stanza ovale viene soprannominata stanza orale.
La stampa si accanisce su quei fianchi un po’ larghi, sui chili di troppo e sulla sua bellezza non da copertina.

L’America è shoccata.
Ma non del fatto in sé, ma dell’idea che l’uomo più potente della terra abbia scelto come concubina una ragazza normale.
Se Bill si fosse fatto fare una fellatio da una playmate, lei avrebbe ottenuto ingaggi d’oro. Magari un film, magari un reality, magari la conduzione di un programma tutto suo.
Sarebbe diventata la migliore amica di Oprah e palpeggiata in segreto da Ellen DeGeneris.
Ma no. Monica è terribilmente normale. Insipida. Sicuramente ha la cellulite. Ha fatto vergognare pubblicamente la moralissima Casa Bianca. Deve essere punita.
Foto sue orribili fanno il giro del mondo, in un’epoca in cui i Social non esistono ancora.
Quelle foto che noi faremmo cancellare all’istante dallo smartphone stronzo che ce le ha scattate. Noi che abbiamo il potere della nostra immagine. Lei che non ha il potere neanche più di andare a fare la spesa.
La satira si imbizzarrisce.
Monica all’epoca dei fattacci era consenziente. Quindi si merita la gogna. L’America vuole lo stupro per essere dalla sua parte.
Bill viene processato e perdonato, perché lui, il maschio dominante, non deve chiedere mai.
Lei inizia un girone infernale di colloqui di lavoro che finiscono sempre in un Ci faremo vivicon inesorabili telefoni che non squillano mai.
Nessuno la assume perché si sa, lei è una pessima pubblicità, e il sogno americano è per gente perbene, non per sciacquette che si permettono di tenere per le palle il Presidente. 
Il sogno americano permette ad un analfabeta qualsiasi di creare un impero, ma stronca la carriera di una ventenne sessualmente nella media.
Lei sognava di sedurre l’uomo più importante della storia. Lui di vivere una misera avventura extraconiugale. Lui si è salvato. Lei è affondata.
Lei che lo guardava come ogni grande uomo meriterebbe di essere guardato.

Le donne la difendono in silenzio per poi tenere comizi sull’integrità della famiglia.
I suoi vestiti vengono setacciati per trovare traccia di sperma presidenziale.
In un’età in cui una ragazza dovrebbe raccontare a 14 amiche di quel tipo carino con cui si è chiusa in ufficio, lei deve Confessare a 140 giornalisti i dettagli di quella passione.
Viene chiamata Monica la pazza. Monica l’instabile, Monica l’Altra Donna.
Ma vaffanculo, va. Vaffanculo democratica America. Vaffanculo repubblicana America.

In un’epoca in cui Miley Cyrus si masturba anche sui palchi delle sagre pur di avere un follower in più, riemergono i fascicoli di Monica.
Si riapre la caccia alle streghe perché se Hillary andrà al potere per lei inizierà un altro inferno.
Lei che ha 40 anni e una vita distrutta.
Perché ha avuto il coraggio di restare in una nazione dalla quale io sarei fuggita.
Lei che viene ancora, dopo 19 anni, additata come la meretrice.
Lei che non ha fatto nulla di cui doversi vergognare.
Bill che si è approfittato di una ragazzina non pensando alle conseguenze. Lui, l’adulto, non ci ha pensato.
La moglie di Bill che ha la pubblica simpatia che si riserva alle cornute.
Monica che è da sola.

Poteva accadere ad ognuna di noi una cosa del genere.
Perché l’uomo più grande piace.
Perché ci hanno insegnato a credere alla favola che un giorno avremmo trovato un uomo meraviglioso.
Perché il potere è da sempre l’arma di seduzione per eccellenza.
Perché un pompino a 22 anni l’abbiamo fatto tutte, con il privilegio di non essere sbattuto in mondovisione.

Questa voce è stata pubblicata in Costume e Società, MaryG world.

Commenti

  • Rolando

    Ma non vedi che borse sotto gli occhi ha Clinton nella foto? La signorina lo affaticava veramente troppo! E con “una determinazione da legionario romano”… hahahahahahaa

  • Rose White

    Mi dispiace per la signora ma non è vero che è una cosa che poteva accadere a chiunque. C’è chi riesce a tenersi, lungi da me l’essere moralista ma io ho detto no, non si trattava di quell’atto specifico ma di un flirt con il direttore, tra l’altro, molto più affascinante del presidente. Sposato con prole lui, fidanzata io. Si, l’attimo di sbandamento c’è stato ma ho detto no, sempre, finché non ha smesso di provarci.

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