Non dovete badare al cantante

elvis1

Di recente ho letto che il terrore per gli squali è completamente immotivato. Fanno in media 6 morti all’anno nel mondo, praticamente dieci volte in meno degli ippopotami.

Lo stesso non si può dire per i cantanti che si esibiscono nei locali di tendenza da luglio a fine agosto.
Qui le vittime sono centinaia.
Passi il bagnino eroe, il buttafuori muscoloso, il barista ammiccante e il gelataio romantico. Il vero incubo dei litorali è il cantante. 
Questo maschiomostro pericolosissimo solitamente suona una chitarra e canta. Non importa che imiti Albano o Mark Knopfler. Lui sa cantare e noi no. Parte avvantaggiato.
Il problema poi avviene quando questo essere mitologico, metà stallone metà leggenda, ci guarda.
Noi siamo lì, con il quarto Sex on the Beach in mano che iniziamo a vacillare sui tacchi e lui, dall’alto di quel palchetto, ci squadra.
Il cantante ha un potere soprannaturale, che a confronto quelli di Superman erano trucchetti da Walter il mago. Non si sa come mai, ma qualsiasi sia il suo motivetto da Mare profumo di mare con l’amore io voglio giocare, Aveva gli occhi dell’amore, verdiiii, Luglio col bene che ti voglio, Bella come una mattina di acqua cristallina, Margherita è miaaaa, sembra proprio dedicato a noi. Perfetto. Ci calza come un calzino e/o come il pene perfetto.
Soprassediamo all’istante di non chiamarci Margherita e di avere gli occhi nocciola e ci invaghiamo in zerodue.
Cadiamo come pere al pensiero di trovarci in spiaggia al tramonto con uno così, mentre ci dedica una serenata davanti ad un fuoco. (Che poi, i fuochi sono vietati e le serenate ci farebbero vomitare, ma pazienza).
Perché questo è il problema.
Il cantante sa toccare le note giuste e non solo quelle della chitarra. Riesce a trovare tra la folla le ragazze carine e le punta, come un occhio di bue dall’ormone godereccio.
E il nervoso è doppio se penso che 1. Ci infatuiamo senza che lui abbia fatto neanche una cazzo di minima fatica, 2. A fine serata improvviseremo con le nostre amiche parole a caso sulle note di Gigi D’Alessio pur di farci notare. Quello stesso Gigi D’Alessio i cui CD appartenuti al nostro ex, li abbiamo incendiati per oltraggio al pubblico decoro.
Non dirgli mai che siamo stati a letto per un giorno interooooo. Eccolalà. La sappiamo proprio tutta.  Meglio non dirlo a nessuno.
Anyway.
Il giorno dopo, ovvero il giorno post limone al cantante, post fellatio al cantante, post rotolamenti su scogli appuntiti col cantante, ci viene un’ombra di dubbio.
Così. Passeggera.
Ma non è che usa la stessa tattica con tutte?
Eccerto. Sennò mica sarebbe così fottutamente sicuro di sé, se non sapesse che tutto quello che fa funziona.
Allora così, due suggerimenti per non caderci proprio come polle.
1. Il cantante si nutre del proprio ego. Il giorno in cui la folla non l’acclamerà più, lui si impiccherà con le corde della sua chitarra. Lo volete nel vostro letto, a costo di prendervi una malattia infettiva? Lodatelo. Ditegli che è stato bravissimo. Anche se canta Ligabue con l’intonazione dei Cugini di Campagna. Bravissimo.
2. Quello stesso cantante si è scopato probabilmente me, voi, la vostra cugina di secondo grado e vostra zia, quella con i baffi. Prendete tutto questo per ciò che è. Un’avventura a cui pensare d’inverno, quando l’unica cosa che vorrete farvi sarà un Ciobar.
Non ci si innamora di uno così, perdio.
3. Sappiate che domani ne avrà un’altra. Fate uguale e non rimaneteci male. E’ solo un cantante che suona in un bar. Vi vedete insieme a dicembre inoltrato, in un monolocale non riscaldato, mentre cerca di sopravvivere suonando Love me tender?
4. Non vi caccerà. Con lui i giochi gatto/topo non funzionano. Se pensate di farlo capitolare ai vostri piedi non dandogliela, lui non vi rincorrerà. Ne ha troppe per perdersi il divertimento di una notte dietro a voi,  turiste schizzinose. Quindi se vi piace stateci. E raccontatelo.
5. Proteggetevi. Che data la sua promiscuità sessuale, sta sviluppando probabilmente un nuovo ceppo di malaria. Non vale la pena manco una candida, per uno così.
Giusto per dire che il cantante è fichissimo, bravissimo e talentuosissimo.
E va bene. Per una notte. Poi basta.

Questa voce è stata pubblicata in Le trentenni, MaryG world.

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