WhatsApp non ci siamo, STRONZO!

Egregio Mark Zuckerberg,
non vorrei entrare in un dibattito socio-eco-psico-pseudointellettuale in cui ti spiego, con la mia solita isteria, quanto Facebook abbia incentivato le persone disturbate a dare prova di psicopatia, scambiandosi Like su Faccialibro, invece che limonare.
Vorrei concentrarmi su un altro strumento di tortura che tu, il più giovane miliardario del mondo, hai promosso sedendoti al tavola della nostra (ex) dignità.
Ti scrivo per dirti che hai creato più panico tu con WhatsApp, che Spielberg con lo Squalo.

La novità che hai deciso di propinarci la sappiamo tutti.
Hai inaugurato la tripla spunta, che detta così sembrerebbe un taglio di capelli per eliminare quelle punte maledette che si aprono a ventaglio.
E invece no.
Si tratta della voce “Ha letto”. 
Ovvero io mando un messaggio.
Non lo mando a caso, sia chiaro.
Lo mando quando il suo ultimo accesso è avvenuto circa un minuto prima. Ancora meglio se è online.
Scrivo e il mio iPhone 5 – che dovrebbe farmi le coccole visto quanto l’ho pagato -, mi informa che lui sì, l’ha letto e come gli altri 346 messaggi nell’ultimo mese, l’ha ignorato.
Allora io, caro Zuckerberg, ti propongo delle altre migliorie per rendere la vita delle single e non, ancora più divertente, perché ammettiamolo. Tra il Consegnato della mail, il visualizzato di Facebook e ora il Letto di WhatsApp, non si può più far finta che il lui di turno non abbia visto, abbia erroneamente cancellato, sia morto prima di aver captato il nostro interesse.

Quindi, sadico di un rosso, adesso prendi appunti. Se devi umiliarci, fallo come Dio comanda.
1. Installa l’opzione Sta tristemente fissando la chat da un’ora…
2. Perché non una Siri consulente sentimentale che dia simpatici consigli agli uomini come: Ha cambiato l’immagine del profilo. Fa cagare non trovi? Non le scriverai mica vero? Ignorala, è una sfigata. 
Essere mollate da Siri sarebbe infinitamente meno peggio del: Sta scrivendo da circa un’ora che implica che noi ci immaginiamo una proposta imminente di convivenza, quando invece l’esito finale è un Sono gay.
3. Sta cosa che si può visualizzare il contenuto del messaggio in anteprima è sadica.
Cioè, uno legge il testo senza entrare in WhatsApp, risultando saggiamente non visualizzato.
Non puoi dare modo – Mark dei miei stivali – ad un maschio medio di ignorarci senza pagare le conseguenze!
4. Voglio l’opzione automatica Ho visualizzato certo, ma voglio che soffri. Perché sono uno stronzo.
5. Anche quella: Del tuo essere online mi interessa meno delle sorti delle alghe in Antartide, quindi è meglio se vai a fare shopping. 
6. Digitando su Google Amore Sadico, Amore Masochistico, Amore, sei una scema,dovrebbe venire fuori l’icona di WhatsApp.
7. L’unica arma che abbiamo contro le sempre più frequenti amnesie maschili, sono le foto delle conversazioni, che scattiamo e mandiamo alle amiche per avere dei pareri esterni diversi dal Non ti caga. Perché Marcolino non spifferi questa cosa con un messaggio che dice: MaryG. ha appena fatto una foto! Una foto! Adesso non potrai più ritrattare di aver detto che sei single quando invece hai una moglie fighissima e sette figli! Cambia versione, ORA!
8. Perché non avvisare quando si guarda la foto? Tipo. MaryG. è entrata nel tuo profilo, ha guardato la tua foto e si è attaccata alla tequila. 

Comunque devo dirtelo, davvero.
Sta roba che si possa vedere l’orario in cui ci si connette proprio non mi va giù.
Lo sai quante coppie hai fatto saltare Mark? Hai idea?
Pensa ad un uomo che scrive alla sua donna Buonanotte amore mio alle 23.05.
Poi al mattino lei si sveglia e vede Ultimo accesso ore 04.55.
Ora, so che alcune se le bevono proprio tutte, ma capirai che non è credibile pensare che lui sia andato a fare pipì col cellulare in mano. Meglio -e più veritiero- farsi film mentali sul malcapitato ad un festino circondato da 4 spogliarelliste brasiliane.
Capisci il dramma?
La frase Perché cazzo eri online è il tormentone della nostra generazione.
Hai fatto danni Mark.
Ora io direi che potresti prendere te, il tuo localizzatore, il tuo WhatsApp, il tuo giochino per spiare la vita degli altri trasformato in innocuo passatempo a forma di diario (a causa del quale ho rimandato la laurea per 2 anni, perché conoscevo di più la vita della mia vicina, che macroeconomia) e sparisci.
Ridacci i vecchi SMS dove si aveva sempre il dubbio che l’altro avesse il credito finito e non potesse proprio risponderci. O avesse dimenticato il telefono a casa. O il testo si fosse perso nell’Iperuranio.
Lasciaci le illusioni Mark, che qua abbiamo troppi dispositivi che ci confermano quanto siamo ignorate.
Grazie.

Questa voce è stata pubblicata in Costume e Società, MaryG world.

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