Non me ne frega un cazzo della pace nel mondo. Welcome back Miss Italia!

Sul palco di quella che una volta era Miss Italia, è andato in scena lo spettacolo dell’assurdo.

E dell’insensibilità.
Nessuno durante le due ore e mezza (2.30 h!!!!) ha fondato una petizione su Change.org per il gatto di Sandro Mayer, costretto -povera bestia- a soggiornare sul suo cranio per tutta la diretta.
Nessuno ha detto A ad una bellissima Alena Seredova, invitata a far parte della giuria solo perché ha digerito le corna meglio di altre colleghe più isteriche e meno famose.  Siamo talmente abituati a botta e risposta a suon di Era impotente, No, lei era frigida, No lui mi rubava i sandali gioiello per andare a far la spesa,  che una volta che una reagisce con un minimo di classe, urliamo al miracolo.
Comunque.
Volevano un’edizione diversa.
E lo è stata. Peggiore. Che ci sembrava impossibile, ed invece…


Le ragazze, giusto per ribadire il concetto che nello star system conteranno come un nuovo brufolo sulla fronte di Ilary Blasi, non vengono mai chiamate per nome. Solo per numero. Una soddisfazione per l’ego di tante ventenni, già messo a dura prova da calze trasparenti e luci imbarazzanti.
30 anni di lotte femminili spazzate via da una Ventura qualsiasi.

Ma veniamo ai punti salienti della serata:

Sulla scia de Le sfighe mi faranno vincere, la numero 3 inizia uno sproloquio su drammi familiari, conoscenti che non se la cagano a Milano, pezze al culo, insomma, parte quasi una catena solidale con SMS da inviare al 48778 con scritto “Aiutiamo una Miss a farsi degli amici”, quando viene precocemente eliminata. Sarebbe stato meglio eliminarla definitivamente per non farla più soffrire, ma dicono che in questa edizione non fosse previsto. Pazienza.

Nessuno avrà mai più notizie di lei e i bene informati parlano già di suicidio.

Una azzarda un “Sono diventata Miss Italia dentro” e i giurati che iniziano a guardarsi sbigottiti “Sapevi niente tu? Io no tu? No.” e il pubblico da casa in preda al panico pensando che la fascia se la sia mangiata.
Tutto fila liscissimo.

Nessuna dice che vuole la pace nel mondo (una numero boh ci fa sapere che desidera solo non mangiarsi più le unghie, anima candida) e Alessandro Preziosi che rimugina “A chi diciamo ora Che bella frase che hai detto?” il copione è notevolmente stravolto.
Quante emozioni. Pare proprio che non finiscano mai.

Gli autori ci avevano fracassato le palle con slogan che preparavano psicologicamente gli utenti a veder sfilare ragazze curvy. E qui vorrei dire un paio di cose:
una ragazza non è curvy quando:
-Ha mezzo chilo in più rispetto altre altre
-Ha mezzo chilo in più rispetto alle altre, di tette
-Ha mezzo chilo in più rispetto alle altre, di capelli
-Ha mezzo chilo in più rispetto alle altre, di ossa grandi
Capisco che vogliate essere democratici, ma quelle non si chiamano curvy, si chiamano “Ho lo stesso metabolismo di Fassino“. Sono cose diverse, perdio.
“La 20 è burrosa! ” Urlano come scolarette eccitate davanti ad un UFO. Ed io sprofondo nel divano pensando che se quella è burrosa io ho culo di triplo lardo di colonnata. Punto.
Ho visto ragazze non arrivare ai 50 chili manco dopo un cenone di Natale.
Fatevene  una ragione, voi, adolescenti con disturbi alimentari. Con 55 chili per 1,80 cm non siete magre. I medici mentono! Siete curvy. CURVY! Evviva. Evviva.

Poi.
Mi si dice che “Quest’anno è importante la bellezza interiore”. Eccerto. Perché non è più un concorso di bellezza fisica, è diventato un concorso di poesie.
E quindi via all’ipocrisia, con la sfilata in tailleurs, di Cosa vuoi fare da grande, come se noi guardassimo la tv per sapere i sogni nascosti della numero 19. Al massimo ci interessa se la numero 19 ha le doppie punte. 
Perché è questo il concetto. Miss Italia è un programma storicamente basato sui “se”: se una è figa o no, se rispetta i canoni attuali o no, e se no, se ha un impatto televisivo così forte da poterli cambiare.
La numero 23 sa cucinare? Sa limonare come un’aspirapolvere. Chissenefrega!
Ha la cellulite? Ottimo!
E’ nato come uno show di rara bassezza e superficialità, non si è mai evoluto dai suoi esordi, allora che sia superficiale.
Allora che ci mostrino i culi, l’ignoranza, le passerelle su tacchi mobili.
Nel calderone dello show tutto viene mescolato per sembrare meno grigio, meno inetto. Si parla di femminicidio con una in costume che sorride alla telecamera, dopo che si è chiesto a una numero X di imitare un Gorilla in amore. Mayer è molto divertito. La Simo, nella sua celestiale sobrietà ride come una matta. Che spettacolo ragazzi!
Lo show vuole essere moderno, lievemente inspessito, quando il risultato è una fiera dell’assurdo con problemi mescolati a smalti glitterati, quando i problemi a Miss Italia non li vuole sentire nessuno.
Perché se è vero che questo programma rappresenta la mercificazione delle donne, va anche detto che è nato esattamente per questo.
Celarlo dietro a strati di presunta profondità, fa più inorridire di vedere della carne da macello in prima serata.

E poi viene nominata una Miss.
Che non mi pare proprio bellissima, ma in giuria c’è Emis Killa e lui sì che se ne intende.
Domani non se la ricorderà nessuno. Servirà solo, tra 20 anni, a paragonarla ad un’altra Miss e a farci pensare Che banalità, la bellezza degli anni 2000.

Questa voce è stata pubblicata in Costume e Società, MaryG world.

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