Antologia dell’uomo bello

Ultimamente ho conosciuto diversi uomini Belli.
E per Belli, intendo Belli davvero, sapendo che non c’è nulla di più soggettivo della bellezza e nonostante questa consapevolezza, uso il termine Belli perché nei loro casi specifici non può esistere nulla di più oggettivo.

Una fortuna, direte voi.
‘Nsomma.
Innanzitutto perché ho un fidanzato, il che vuol dire costringermi a guardare in basso, quando invece vorrei che il mio sguardo cadesse sul loro culo e  fare pensieri maiali su quanto bene starebbe quel culo vicino al mio senza vestiti addosso, ma soprattutto perché quando si usa con troppa facilità un determinato aggettivo per descrivere una persona, penso sempre che dietro a quell’epiteto non ci sia altro.
E’ una sorta di discriminazione di cui mi vergogno profondamente, pur sapendo di essere la prima ad usarla, come una bomba che tengo tra le mani, incurante che possa esplodere.
Poi c’è un altro fattore.
Ci sono delle caratteristiche maschili che per me hanno una priorità nella lista di ciò che trovo appetibile e desiderabile in un uomo e la bellezza è poco sopra all’ultimo posto, tra le voci Come sa fare la lavatrice lui nessuno mai e Ama i risvoltini.
Ho dei gusti terribilmente difficili, cosa di cui mi sono sempre vantata.

Detto ciò, sabato sera ho incontrato un esemplare adulto facente parte della categoria Sono Bello, sì lo so. 
E ci ho parlato. Soprattutto l’ho ascoltato. Ho messo in un cassetto i vecchi pregiudizi, ho dimenticato tutti i tamarri carini e privi di qualsiasi neurone base con cui ho dovuto -per ragioni molto misteriose e molto sessuali- approcciarmi nella vita e ho teso l’orecchio. L’ho teso talmente bene che a fine serata ho avuto la chiara sensazione di conoscerlo da molto tempo e di avere un’idea piuttosto nitida della persona che fosse.
Talmente nitida che di lui ho voluto scrivere.

T. è Bello.
T. non ha mai dovuto faticare troppo per entrare nel cuore e nelle mutande di qualsiasi essere consenziente lui desiderasse.
T. è un uomo pensante.
T. mi ha spiegato che è stanco di portarsi a letto qualsiasi donna piacevole incontri il suo cammino. Che non ne può più dell’eccessiva disponibilità femminile dimostratagli ogni volta che compone un numero di telefono. Che cerca qualcosa di più. 
T. è un romantico che parla ad una semi sconosciuta dell’importanza del primo bacio.
T. è pieno di maschere.
Quelle che lo portano a fare un po’ il piacione,  quando una donna lo investe di attenzioni. Quelle che gli fanno uscire quel lato odiosamente borioso quando parla di sé. Quelle che poi lo fanno corteggiare la mia amica perchè lei sì, è assolutamente interessante e bellissima, ma è anche reticente e questa cosa in lui innesca la stessa smania che ha il cacciatore quando deve stanare la preda.
T. è chiaramente uno che non sa come comportarsi, quando sente il No che gli fiata sul collo.
T. ha sentito dire troppe volte quanto fosse Bello e meno quanto fosse intelligente.
T. è uno che ha sempre pensato di potersi comportare come voleva con le donne e questo ha aumentato a dismisura la sua autostima, pensa lui. Ha solo nascosto le sue insicurezze, penso io.
T. è uno che arrivato ai trent’anni, sente di voler essere importante per qualcuna che non si innamori di lui solo per il colore dei suoi occhi.
T. ha passato gli ultimi anni a nascondere quello che lui voleva, in nome di un ideale di desiderio da suscitare, che bramava, che non era disposto a perdere.
T. è uno che piange, ma mai davanti agli altri.
T. ha una parte sensibile estremamente sviluppata, che conoscono in pochissimi.
T. è uno che si stufa subito e troppo in fretta, probabilmente per la moltitudine di possibilità che ha sempre avuto.
T. è volubile.
T. è uno che desidera ardentemente farsi conoscere per quello che è. Pacchetto complesso da adottare,  pieno di luce ma soprattutto di ombre.
T. si contraddice spesso. Ha passato così tanto tempo a creare un’immagine patinata di sé, da nascondere violentemente la polvere sotto al tappeto.

Ho trovato tante similitudini tra T. e gli altri Belli, recentemente incontrati.
Non ho ancora avuto il coraggio di interrogarmi se questa fosse una coincidenza.
Ho riempito di interrogativi la mia testa per capire fino a che punto possano coesistere i personaggi che si creano e la loro natura, che prima o poi si ribellerà alla finzione e vorrà emergere.
A T. sta accadendo esattamente questo.
E io gli auguro di trovare qualcuna che non voglia salire sul cavallo della Bellezza – cavallo scomodo, a mio modesto parere – ma che riesca a vedere oltre ad un paio di labbra carnose.
Che trovi una donna che pensi: Lui ne vale la pena.
A trent’anni dovrebbe capitare a tutti, indipendentemente dalla faccia che si ha.

Questa voce è stata pubblicata in MaryG world, Mondo femminile.

Commenti

  • ale

    vabbè mo poverino T. che è un gran figo e gliela danno tutte.. magari in tante hanno già pensato “lui ne vale la pena”, solo che lui era già con la “testa” da un’altra parte. Non lo possiamo sapere di certo, ma magari dovrebbe iniziare T. a sprecarsi un pò di più nel conoscere veramente qualcuno prima di mettere la crocetta e passare oltre..
    anche i belli hanno un’anima profonda e tormentata? ommioddio ti fai intortare così 😛

  • Enrico

    Mr. T presto incontrerà la donna che lo “ridimensionerá ” dopo avergli spezzato il cuore e questo gli sarà utile per trovare la donna che darà un senso alla sua esistenza. E questo glielo auguro.
    Ciao Bacca!

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