Confessioni di una come me

Dopo un bellissimo viaggio di Natale ad Istanbul, è arrivato il Capodanno, con il relativo momento dei bilanci.
Che poi sono sempre gli stessi: diventare ricca, più tollerante, meno dispositiva, dedicarmi maggiormente a me stessa, al vino, agli amici, alle mie passioni.
Ogni anno, però, quando arriva questo inesorabile fine ciclo, capisco che le cose rispetto all’anno prima sono cambiate moltissimo, solo io, sembro apparentemente immutata.
Il pacchetto MaryG., fatto di affetti ingordi, di sfumature poche e contrasti, molti, delle scuse e delle scusanti, dei colori sgargianti.

Quelle come me sono così. Impossibili da definire, un tripudio di buone intenzione, una cascata di vita e di disastri.
Quelle come me hanno una predilezione per le persone pericolose e le amano non per il masochistico concetto del Facciamoci male, ma perché le amano punto.
Quelle come me non scelgono mai chi amare. Capita e basta, non serve nulla di eclatante; un profumo, uno sguardo, una battuta, un occhiolino e ci cascano, ci cascano tutte le volte, perché quelle come me hanno una fiducia incrollabile nella vita e credono che il proprio fato benevolo si possa incontrare anche su un brutto marciapiede di una brutta città.
Quelle come me cercano sempre di salvare l’insalvabile, i distrutti, gli inarrivabili, i falliti, quelli con lo sguardo basso e la testa piena di sovrastrutture. Gli anafettivi, gli emotivamente sterili, gli incapaci di tenerezze. 
Quelle come me però hanno una data di scadenza interiore. Una data, superata la quale, danno una svolta repentina alla propria esistenza e si trasformano a volte in ciniche ed isteriche, altre in quelle da salvare e puntualmente, la vita benevola, mette sul loro cammino qualcuno che le porti a casa e offra loro una trapunta calda e un camino acceso.
Quelle come me, danno una possibilità a tutti, ma alla vita in particolare.

Quelle come me sono grate a tutto. Al lavoro, alla famiglia che le ama, al karma che ha un suo perché, al maglione della nonna, al riflesso dei capelli, ai propri talenti.
Quelle come me ringraziano tantissimo.

Quelle come me ci provano sempre perché hanno un terrore inspiegabile verso i rimpianti, preferiscono leccarsi le ferite, che prevenirle, perché anche dalle ferite, dalle lacrime, dalla disperazione, c’è sempre una lezione che non si conosceva, sempre qualcosa da imparare, sempre qualcosa da salvare.

Quelle come me non sono mai in ordine. Hanno i capelli raccolti, ma una ciocca che cade sempre, che si ribella alle forcine, una smagliatura sulla calza, il vestito che nonostante sia pulito, magicamente è già macchiato.
Quelle come me si devono ripassare il rossetto tre volte, perché le prime due sicuramente sarà finito sui denti, o arrivato al naso, o fuggito dai contorni delle labbra.
Ecco. Quelle come me hanno sempre una curva della bocca che vuole dire qualcosa.
Quelle come me lasciano in giro tutto. Dai calzini, ai trucchi, dalle valigie, ai buoni propositi.
A quelle come me però, non importa nulla.
Hanno i pensieri incasinati, e i pensieri incasinati hanno la priorità.

Quelle come me credono fottutamente nell’indipendenza e quando la ottengono si sentono complete e questo da sempre, da quando non avevano paura di entrare all’asilo da sole, a quando hanno deciso di andare in un’altra città a studiare, fino al non desiderare un uomo nella propria vita a tutti i costi, ma solo dopo aver incontrato colui con cui ne valesse la pena, con cui il mettere radici era un avvenimento d’obbligo.
Quelle come me vivono l’amore in ogni sua forma, nella passione, nelle litigate, nella quotidianità, ma hanno anche una paura incredibile di affidarsi, perché spesso questa loro bandiera dell’indipendenza, sfoggiata con orgoglio e coraggio, crea qualche blackout nel sistema, quando si tratta di affrontare parole come Sicurezza, Fiducia, Condivisione di una vita a due, quando fino a ieri era Vita a uno.
Quelle come me non hanno nessuna pazienza. Vogliono tutto e subito e non riescono ad aspettare, perchè la vita è adesso, mica tra dieci anni.

Quelle come me combattono tantissimo. Combattono in realtà, contro tutto. Costruiscono e demoliscono con la stessa facilità, si votano ad un dio e poi lo odiano, si ribellano al sistema, ma soprattutto, quelle come me, passano la vita a ribellarsi a se stesse.
Ed è questo che chiedo al mio 2015. Che quelle come me trovino una sorta di pace cosmica, perché le battaglie sono troppe e troppe sono le ferite che ci hanno lasciato ed è meglio curarsi un’escoriazione che provocarsene un’altra.
Un augurio a tutte quelle come me e a tutte quelle che con me, non hanno nulla a che fare.

Questa voce è stata pubblicata in Le trentenni, MaryG world.

Commenti

  • Grazie, sul serio, grazie, non potevo trovar di meglio stasera! :*

    • http://confessionidiunamente.wordpress.com ConfessionidiunaMenteCinicaIstericaeRomantica

      Sono felice che ti sia piaciuto! Un bacio

  • http://divinapazzia.wordpress.com spazisegniparole

    Quelle come te e come me (anche se amo l’ordine e cerco di non uscire con le ciocche fuori posto anche se in testa c’è un casino tremendo e il cuore trasuda sangue) non hanno ancora imparato ad amare se stesse, ad essere un po’ più indulgenti verso il proprio conscio e soprattutto non hanno ancora imparato a dire di no. Un bacio ;)))))

    • http://confessionidiunamente.wordpress.com ConfessionidiunaMenteCinicaIstericaeRomantica

      In realtà il mio problema è opposto.
      Amo talmente me stessa da non accontentarmi mai. Quindi dico troppi no e pochi sì. Guai se non fosse così.
      Baci

Le trentenni

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