Cosa NON è Amore

Con l’anno nuovo le psicosi delle amiche single si moltiplicano.
C’è chi cerca l’amore come se cercasse di rientrare in una 42 dopo le abbuffate natalizie. Con quella dedizione caparbia e un po’ incosciente.
C’è chi dell’amore si è stufata.
C’è chi credeva fosse amore, ed invece era pene. Nel senso di pisello, organo genitale maschile, che provoca gioie e pene nella medesima percentuale.
C’è chi si è fatta dei film mentali il primo di gennaio, per poi scoprire, il 2 gennaio, che il maschio medio che aveva promesso casette in Canadà, in realtà è padre di famiglia.
E tra un Sono davanti a WhatsApp da 4 ore, chissà quando il cerebroleso si degnerà di scrivermi un cazzo di messaggio, a un Io i maschi ormai li odio tutti, la domanda su cui ci scervelliamo è sempre la stessa: Ma che perdindirindina è l’amore?
Perché stabiliamo amicizie decennali senza nessun tipo di turbamento e poi impazziamo davanti ad un invito a cena che non arriva?

L’innamoramento è facile da definire.
È quando anche le frasi di Fedez ti sembrano romantiche.
È quando scegli lo smalto in base al suo colore preferito.
Sono le farfalle che svolazzano nello stomaco e nessuna voglia di ingerire del veleno per ucciderle. E’ quando passi metà giornata a pensare a cosa dirgli quando lo vedrai e l’altra metà a sognare di quando lo vedrai.
È quello dove si immaginano mani intrecciate e occhi che danzano insieme.
Una corsa nel buio, senza sapere bene chi stia guidando.

E dopo?
E dopo son cazzi, amiche.

Perché se esci con una ragazza è facile, se c’è affinità diventerete amiche. Al massimo amiche del cuore. Nel peggiore dei casi solo amiche su Facebook.
Con l’amore le sfumature sono infinite.

E quello che sembra Amore ed invece è fuffa?

Ho stilato una lista di quello che potrebbe essere, ma fidatevi, non è.
C’è l’amore low cost. 
Quello che prendi all’ultimo minuto, come un volo Ryanair, e come con un volo Ryanair non hai nessuna aspettativa. Difficile che ti sorprenda. Gli snack sono sempre a pagamento, i sedili stretti, le turbolenze probabili.
Gli amori low cost sono quelli all’avventura. Quelli che sai quando parti e quando torni, nel mentre te la godi. Sono i viaggi ad Ibiza, mica a New York. Spendereste uno stipendio per un volo fino in Spagna? No. Breve, massimo profitto, costo basso, col cazzo che la felicità sia il tragitto e non la meta. Sbattimenti pochi, vantaggi diversi.
Poi arrivi ad un’età in cui vuoi viaggiare comoda. E allora passi ad Alitalia. Scioperi, cazzi e mazzi, ma quando sei a bordo sei serena. Puoi anche imbarcare il bagaglio senza il supplemento. E vogliamo parlare delle noccioline?
C’è l’amore in offerta.
Quello che come il latte in offerta, sai che costa meno perché è in prossimità di scadenza.
Lo acquisti perché è un’occasione, ma solo se lo consumi subito. Poi succede che te lo dimentichi in frigo e fa la muffa. Allora sopraggiunge la consapevolezza di aver buttato nel cesso i soldi.
Lo si prende e lo si cestina, senza manco averlo consumato. Di solito si traduce in un maschio che ti informa subito che non potrà darti nulla oltre allo scadere del tempo. Che decide lui. Te lo dice in anticipo, come se fosse un piccolo oracolo di Delfi, il controllore dei battiti del suo cuore. E’ onesto? No, è un codardo.
C’è l’amore a profitto.
Avete presente le ragazze alla pari straniere? Tu le ospiti, loro non pagano l’affitto, ma in cambio ti rassettano casa. Do ut des.
Solitamente in alcune equazioni amorose è lo stesso. Cambiano i fattori. Compagnia in cambio di sesso. Verbi coniugati al plurale in cambio di un pompino. Variabili infinite. Con una costante.
Entrambi ci guadagnano solo se non si scomoda la parola Amore.
C’è l’amore piantina.
Come quella che compri al mercato. Tu di piante non capisci un cazzo. Ti sei detta mille volte che è colpa della genetica, dei traumi infantili, della Kryptonite, fatto sta che non sei dotata di pollice verde. E allora perché minchia continui a comprare le piante? 
Perché c’ho la speranza che questa non muoia.
Ah. Ok.
A volte con l’amore è uguale. Non è il tuo momento, non ci sei portata, o forse non ami i glicini, ma le querce. Insomma. Ucciderai anche questo amore e ti sentirai uno schifo.
Cambia hobby.
C’è l’amore dietetico.
Avete mai osservato la differenza tra i vostri carrelli della spesa, a dicembre e a maggio?
A dicembre sono un concentrato di grassi saturi, zuccheri, carboidrati, cioccolato, che metti che un giorno siate tristi. A maggio fotte se il morale è sotto ai tacchi, perché la prova costume è la priorità.
E quindi si aprono i battenti ad insalate, frutta, cracker poveri di sodio, biscotti al cartone pressato. Gnam!
Mangiamoci sto dolcificante, ma poco, che ingrassiamo. Andiamo a cena fuori. Ma ordiniamo un Cesar, che c’abbiamo la cellulite. Tutto è misurato. Pesato. Centellinato.
Con questa tipologia di amore, lo scenario è identico.

Non importa che siete voi le vittime o le carnefici.
Non importa che vogliate tanto un amore e che questo stronzo non arrivi.
La cosa fondamentale è l’uso delle parole.
Perché? Perché se chiamiamo Amore un Trombamico, lo colmiamo di significato romantico, perdendo la percezione della realtà, che no, se vi scopa e non vi chiama, difficilmente vi ama. Perché appunto è un Trombamico.
Si dice che in amore non occorra definire.
Io invece dico Definiamo.
Iniziando ad esempio col accomunare la parola Amore con Costruzione. Se si vuole Costruire, si può iniziare a dire AM.
Il resto, dopo.

Questa voce è stata pubblicata in L'amore secondo MaryG, Uomini merdosi.

Commenti

  • Bella

    Ahaha divertente e vera!
    Sei sempre bravissima

    • http://confessionidiunamente.wordpress.com ConfessionidiunaMenteCinicaIstericaeRomantica

      Grazie Bella!

L'amore secondo MaryG

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