Le trentenni e il Romanticismo

Arriva un momento nella vita di una (quasi) trentenne, in cui occorre mettere in ordine.
Ci sono jeans che non mi entreranno mai più, che da anni giacciono in cantina, nello scatolone Per quando dimagrirò. 
Ci sono i correttori della Deborah, che appassiscono nel mio beauty da un decennio, e si vede, perché sono stati studiati per le occhiaie delle ventenni. Le mie hanno una speranza di essere mimetizzate solo con la malta.
Ci sono le mail dei vecchi fidanzati, quelli che giuravano che mi avrebbero amata anche in punto di morte, che per me avrebbero trasformato i deserti in oceani, e che mi mollarono al primo mesiversario per una strappona dell’est.

Arriva l’ora, per una quasi trentenne, di prendere i pezzi malconci del suo passato e buttarli nel cestino. Perché è bellissimo avere una memoria di sé, per quando si invecchierà, custodire il proprio passato sotto la campana di vetro dell’innocenza, della spensieratezza, quando la vita era vita bella punto e non bella solo a giorni alterni.
Ma è anche giusto, che io smetta di prendermi in giro e capire che no, i jeans taglia 44 neanche dopo una terza guerra mondiale, mi si allacceranno. Me la sono voluta. E ora la pago.
Che le occhiaie adesso sono delle puttane maledette che non se ne vanno con una pennellata di cipria sottile, che le lettere di quell’ex non sono bei ricordi, ma ricordi bugiardi.
È ora di mettere ordine, MaryG. Anche nelle emozioni. Anche nell’amore.
Credo di essere cresciuta quando ho capito che l’amore, non sono i Ti amo, ma i Resterò.  Nonostante i caratteri di merda, l’affitto da pagare, la spesa del lunedì, le possibilità che tante mani estranee potrebbero anche piacermi. E’ una resa? No, è la consapevolezza che gli amori alla Romeo e Giulietta sono per donne infelici. Ed io non lo sono.
Metto ordine nelle emozioni quando non mi commuovo più davanti ad un Sei bellissima, amore, ma di fronte ad una colazione a letto. Specie se quel gesto è costato il dover mettere la sveglia alla domenica, seguito da una corsa alla pasticceria più buona della città, con conseguenti sgomitate davanti ai Macarons.
È ora di mettere in cantina quell’idea di romanticismo perfetto da Baci Perugina, perché raramente è supportato da intenzioni concrete.
Il romanticismo che vale la pena di essere vissuto, a trent’anni, è quello in cui ti trovi il pigiama sul termosifone. Che ammettiamolo. A prima vista non regge il confronto con una dichiarazione d’amore fatta sotto la pioggia, condita da frasone come Ti giuro che amerò solo te. 
Ma fotte, a trentanni capisci che sono solo elucubrazioni vuote, che non vogliono dire assolutamente nulla.
Preferisco che il mio uomo, al calduccio del nostro salotto, mi dica Stai seduta, il gelato lo prendo io. Questo è amore, santoddio. Far felice un’altra persona, mettendo da parte la pigrizia, la stanchezza e tutti i cazzi del momento.
Ed è difficile dirlo ad alta voce.
Confidarsi che crescendo la tua soglia di romanticismo è scesa ad altezza ginocchia.
Confessare, in silenzio, senza che nessuno ti senta, che stai cercando un uomo che voglia proprio te, non una che ti somigli, ma te, con la cellulite e le idee mischiate.
E che sia abbastanza intelligente da saperti riconoscere. Perché è il riconoscersi, la parte difficile. 
Raccontarsi che tutto quello che sognavi a vent’anni era la copia di romanzetti Harmony.
E che alla fine ti hanno portato solo lacrime e bestemmie.
Accettare che la vita a due sia meravigliosa, proprio perché non si rifà a nessun mito metropolitano sull’amore.
Ammettere che il romanticismo perde pezzi di connotazione dolciastra, per acquisirne altre terribilmente concrete.
E infine, capire che la quotidianità sia molto più bella di quanto te l’avessero raccontata.

Questa voce è stata pubblicata in L'amore secondo MaryG, Le trentenni.

Commenti

  • chiara

    Parole sante! Condivido ogni parola e ogni virgola. E non mi manca l’amore romantico, anche un po’ infantile, diciamocelo. Perché, in soldoni, i fatti son meglio delle parole!

  • http://www.facebook.com/100003307294479 Elena Simeone

    A 46 anni la penso esattamente così .. anzi, fortemente così, anche se a me la malta non regge più 😉

  • https://www.facebook.com/app_scoped_user_id/10153061253212917/ Francesca Gorini

    potrei (vorrei) averla scritta io!

    • http://confessionidiunamente.wordpress.com ConfessionidiunaMenteCinicaIstericaeRomantica

      <3

  • http://www.habanerohandmade.blogspot.com Angelica – Habanero

    Condivido ogni parola. Brava!

  • http://trentanniequalcosa.wordpress.com giuliacalli

    Oh sì! Non c’è altro da aggiungere, perfetto.

  • PetraSol

    Stupendo e verissimo! Brava!

  • Bella

    Stupendo! Uno dei miei pezzi preferiti

  • Giada

    Eh si, condivido in pieno!

  • Enrico

    Un brano come questo dimostra che le donne moderne assieme alla parità hanno saputo prendersi gli stessi difetti dell’uomo moderno. Questo si chiama materialismo. Ed è facile confondere le cose. Per fortuna ci si accontenta della buccia perché ormai la sostanza forse nn c’è nemmeno più. Probabilmente belen è l’ultima intellettuale a cui aspirare. Tristezza e vuoto

    • http://confessionidiunamente.wordpress.com ConfessionidiunaMenteCinicaIstericaeRomantica

      Credo che Belen sia il modello intellettuale a cui ti ispiri tu, visto e considerato che sia evidente, come di questo post non abbia capito nulla.

L'amore secondo MaryG

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