Storia di questo blog. La mia storia

Il 30 gennaio 2014 nella mia vita accadde qualcosa di assolutamente inaspettato.
Stavo facendo uno stage in una bellissima agenzia e sole due settimane prima mi comunicarono che ero stata licenziata.
Le motivazioni erano svariate. E nessuna mi bastò.
Ci rimasi molto male. Non avevo nessun piano B per la mia vita, ed io ho sempre avuto un piano B. Non vedevo prospettive. Non avevo sogni a cui aggrapparmi.
Vivevo fuori casa e improvvisamente le bollette, la spesa, la quotidianità divennero fonte di preoccupazione.
Quel 30 gennaio 2014, decisi che era l’ora di sperimentare qualcosa di nuovo.
Con le mie amiche feci una lista di quello che avrei voluto fare, perché se era vero che non avevo idea di che direzione avrebbe preso la mia vita, era ben chiaro che potevo ricominciare da capo.
Ero una tela bianca su cui avrei potuto dipingere qualsiasi cosa. Non proprio bianca.
Un po’ grigia, un pò sgualcita, un po’ sofferente perché ero costretta a ricominciare per l’ennesima volta un capitolo, con conseguenti cambiamenti di ambiente, città, abitudini, equilibri.
Ho sempre trovato molto affascinante il concetto di chiudere un cerchio per aprirne un altro, ma non a 28 anni. Non in un’età in cui avrei avuto uno struggente bisogno di stabilità, di concretezze, perché c’era il progetto di un mutuo, magari di un figlio, sicuramente di molti viaggi.
Uno ha dei sogni limpidi, cristallini, e poi un giorno si sveglia e non sa cosa deve fare.
Non c’è da scherzare con l’equilibrio.

Non sono mai stata una ragazza piena di talenti.
Ma di certo sono sempre stata mossa da grandissime passioni.
Le storie, sono una di queste. Le storie degli altri, le storie che raccontavo a me stessa, le storie della mia complicata famiglia, le storie d’amore, le storie di guerra e di odio. Ho sempre amato alla follia coloro che condividevano con me un pezzetto della loro esistenza. Tutt’ora sono piena di foto vecchie, di diari sgualciti, di poesie scritte dalle mie nonne. Con avidità mi sono appropriata negli anni, di tutto ciò che serviva per raccontare qualcosa.

Quando avevo circa 4 anni, ogni sera,  la mia mamma si infilava nel mio letto e scriveva su un diario, cosa mi era accaduto all’asilo. Io dettavo e lei, splendida dattilografa, metteva su carta quei pensieri di bambina.
Credo che il mio amore per la narrazione sia nato lì, tra le lenzuola, circondata da quella pazienza magistrale che solo le mamme sanno elargire.
Comunque.
Quel 30 gennaio decisi che avrei fatto una cosa che non avevo mai avuto il coraggio di fare.

All’università, scoprii che mi mancavano 5 crediti per ultimare il mio percorso. Scelsi quindi un esame opzionale, non troppo impegnativo, ma istintivamente molto interessante: Scrittura creativa. 
Stavo per compiere 22 anni e fino a quel momento avevo scritto decine di diari segreti, i primi dotati di lucchetto, gli ultimi salvati su un hard disk. Mai avrei pensato di esserci portata, e tanto meno di poter produrre degli elaborati leggibili.
Il mio professore, che poi fu anche il mio relatore di tesi, mi disse che avevo grazia nell’accostare le parole e che avrei potuto pensare ad una carriera giornalistica. Per me fu come un’esplosione nella testa.
Mi gasai un sacco. Passai notti intere a scrivere e cancellare e scrivere di nuovo. Giravo con una piccola agenda in borsa che all’occorrenza tiravo fuori per descrivere quello che riuscivo a vedere. L’entusiasmo passò quando scoprii quanto guadagna in media un giornalista.
Poi ci fu l’avvento del digital e presi un’altra strada, ma non smisi mai, neanche per un giorno di raccontarmi delle storie.

Quel 30 gennaio 2014, piena di dubbi e di scetticismi, andai su Blogger e scrissi il titolo: Confessioni di una mente cinica, isterica e romantica. 
Il titolo non fu casuale. A 21 anni conobbi un pittore pazzo con cui intrapresi un’audace relazione sessuale e molto amorosa (da parte mia), che finì con me, nuda, che lo rincorrevo per le scale del palazzo in cui vivevo, implorandolo di restare. Quel pomeriggio io e il mio cuore spezzato iniziammo a scrivere un romanzo che parlasse di lui, con il titolo appunto: Confessioni di una mente cinica, isterica e romantica. Il romanzo non fu mai completato, ma proprio perché credo nella continuità delle storie, decisi che il blog si sarebbe chiamato così.

Ed eccomi qua. Dopo un anno. Non pensavo che la mia avventura sarebbe durata più di un mese, un anno è veramente fuori da qualsiasi rosea previsione.
Vi ho raccontato questa storia per ringraziarvi.
Perché il tutto sembrava impossibile, folle, destinato a non portare nulla di buono. E invece siete in tantissimi. Che mi scrivete, mi supportate, mi chiedete di consigli e me ne date tanti, fondamentali, ed è più di quello che avessi mai osato sperare per me stessa.
Quindi grazie amici. Perché oggi ho un lavoro stabile, ma questo percorso lo affronto giornalmente sapendo che c’è qualcuno che ama quello che sto facendo.
Se questa sfida continuerà, sarà solo per merito vostro.
Grazie. Di cuore.
MaryG.

Questa voce è stata pubblicata in MaryG world.

Commenti

  • http://wezlablog.wordpress.com felicemonda1978wezla

    hai proprio ragione sai scrivere da dio….ti esprimi con una naturalezza disarmante….fai venire proprio la voglia di leggerti…..oltretutto..alla fine…dopo aver letto vedo la foto e sei pure carina…..sei proprio tutto un programma….anzi un piano b…..

    • http://confessionidiunamente.wordpress.com ConfessionidiunaMenteCinicaIstericaeRomantica

      Wow! Ti ringrazio tantissimo. Per tutto.

  • Anonimo

    scoperta per caso ( sempre detto che il caso sia il meglio), adesso, oltre a facebook ho scoperto anche il tuo blog, Mary, non ti mollo più! Brava!

    • Anonimo

      scusa, è venuto anonimo ma in realtà sono Ghillani Tiziana, ti seguo già da fb : ) bacino.

      • http://confessionidiunamente.wordpress.com ConfessionidiunaMenteCinicaIstericaeRomantica

        Ciao Tiziana!

    • http://confessionidiunamente.wordpress.com ConfessionidiunaMenteCinicaIstericaeRomantica

      Ne sono felicissima! Un sacco di baci!

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