Se noi abbiamo le palle loro hanno le ovaie

Belle le donne moderne. Bella la loro indipendenza, la loro forza, il loro sarcasmo.
Bello, anzi bellissimo, il modo in cui cercano dei riconoscimenti per emergere, bella la loro lotta per far sapere che hanno un cervello nonostante le tette, un equilibrio nonostante le mestru.
Belle le donne moderne che nella maggior parte dei casi sono sole.

Negli ultimi 50 anni ci hanno detto che saremmo potute diventare le migliori amiche di noi stesse, dimenticandosi però di spiegarci che l’epilogo sarebbe stato trasformarci nelle peggiori amiche degli uomini.
Pensateci un attimo.
Mia nonna ha aspettato mio nonno per dare un senso alla sua vita. Lui, il buon samaritano, l’ha presa con sé come un gatto dalla strada, le ha fatto fare l’infermiera nell’ospedale nel quale lui era primario e la famiglia girava intorno al maschio alfa. Quando parlava lo si ascoltava, quando decideva nessuno obiettava. Lui era il capo famiglia, il Dio che si degnava di dispensare saggezza. Rimanendo umile, s’intende.
Mia madre ha conosciuto mio padre a 20 anni e a 27 se l’è sposato. Lei era devota. Meno di mia nonna, ma molto più di me.

Quando ho conosciuto Francesco ero single da anni e da anni vivevo da sola.
Il che significa che ero un individuo formato. Avevo capito che per essere felice avrei dovuto contare solo sulle mie forze.
I dèmoni erano stati sconfitti, le bollette me le pagavo io, la mia vita sessuale era una bomba, se volevo andare in vacanza ci andavo per conto mio. Treni, aerei, navi.
Cena da sola signorina? Sì.
Per gli uomini le palle le avevo io. E se io avevo le palle va da sé che loro avessero la vagina. Ero castrante, lo sapevo. Io con la mia personalità esuberante e la via giusta da percorrere sempre ben impressa. Ero castrante e non me ne fregava un cazzo.
Se volete sono così. E loro non lo volevano mai. Le donne che arrivavano dopo di me, erano ninfette senza arte né parte.
Mediocri, inespressive, quelle del Cosa vuoi fare? Decidi tu.
Cosa vuoi vedere al cinema? Decidi tu.
Cagnette adoranti e scodinzolanti.
La donna-ameba, per intenderci.
E così crescendo ho capito che gli uomini erano assolutamente attratti dalla mia grinta, trovavano erotico il mio pisello immaginario, volevano scoparsi la mia indipendenza, si masturbavano davanti a tutte le decisioni che da sola prendevo. Ma di fatto si fidanzavano con le altre.

Poi è arrivato Francesco che tutt’ora fa finta che il potere ce l’abbia io, a me sta bene, lui fa l’uomo oltre il possibile ed io faccio al donna nei limiti dell’impossibile.
Il punto è.
Tutti ci hanno detto che figata sarebbe stata interpretare il ruolo della donna cazzuta, ma nessuno si è preoccupato di farci sapere che 4 palle in un letto non staranno mai bene e che quindi qualcuno alle sue avrebbe dovuto rinunciare.
E non è che la cosa al momento ci stia bene. Perché comunque siamo nate con ovaie e utero e vorremmo compagni con una prostata, non con il pre mestruo.
Invece noi gestiamo la casa, li incoraggiamo ad andare a fare la spesa da soli, lavoriamo come perfetti stacanovisti(spesso guadagnando più di loro), le cene le paghiamo alla romana, cacciamo le nostre prede perché il corteggiamento è cosa antiquata, li coccoliamo quando hanno il terrore di imbastire una relazione, li convinciamo che noi siamo quelle giuste, nel frattempo li ascoltiamo quando sono in paranoia per la ex, li consigliamo con la nostra tipica lungimiranza e nel sesso stiamo sopra.
Ci siamo trasformate in mio nonno.

Io sono orgogliosa delle mie battaglie. Sono orgogliosa di quello che ho costruito per me stessa, dei morti che ho fatto lungo la strada. Sono orgogliosa di non temere nessuno e di avere un’opinione sempre su tutto.
Ma voi? Voi siete sicure che vi stia bene? Siete sicure che il prezzo che – inevitabilmente – pagherete sia quello giusto? Siete sicure che non vi guarderete indietro tra 20 anni, pentendovi di quello che avreste potuto essere, se solo aveste smesso di essere femmine dominanti?

Io la risposta per me la so. E voi?

famiglia_anni_50

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Commenti

  • http://davideman.wordpress.com davideman

    Beh non è così per tutti… ma la parità mi sembra il minimo sindacale.
    Forse però a volte i ruoli servono… e forse questo è solo una delle tante cause del calo dei matrimoni e dell’aumento delle separazioni… e delle rotture di palle.
    Poi però magari occorrerebbe non generalizzare troppo, in fondo ogni coppia ha il suo equilibrio (e i ruoli sono solo una parte di questo equilibrio)

  • http://blaise79.wordpress.com blaise79

    Io ne farei volentieri a meno di essere come tuo nonno, ma non ce la faccio. Ogni volta dico che farò la sciacquetta remissiva, e poi al primo appuntamento mi accorgo che mi sto bullando di essere sopravvissuta al deserto del Gobi dove ero andata in vacanza da sola perchè odio i resort e la vita da spiaggia. Non ce la farò mai.

  • http://esetidicessiche.wordpress.com SognidiRnR

    Nessun pentimento! È la strada giusta…Una donna con le palle non rinuncia alla sua autonomia per diventare donna-ameba. Non è nella sua indole,anche se volesse non ci riuscirebbe.

  • Magia9194

    Premetto che leggo avidamente ciò che pubblichi condividendo sempre le tue idee nonostante l’immenso mare di anni che (ahimè) ci divide. Però accogli questo piccolo sfogo: ma è possibile che qualsiasi azione, atteggiamento, modo di pensare e/o vivere debba sempre essere analizzato in funzione delle reazioni che provoca all’altro sesso? Ho avuto vent’anni secoli fa e già da allora non ho mai permesso a nessuno di mettermi “i piedi in testa” e gli stronzi, credetemi, sono sempre esistiti bastava semplicemente non frequentarli o, perlomeno, ripagarli con la stessa moneta. I ruoli precostituiti poi non li ho mai sopportati, che significa essere “cazzute” o ” con le palle”? Non basta semplicemente essere se stesse senza dover dimostrare niente a nessuno? Ho una vita sentimentale stabile (dicesi anche matrimonio) dall’età di 27 anni e nessuno di noi ha mai dovuto “indossare i pantaloni” o mostrare gli attributi per dimostrare il proprio ruolo. Di palle ce ne sono sempre state quattro e purtroppo a volte, neppure quelle bastavano per affrontare la vita. Ho la presunzione di sperare che i miei figli, grazie a questo esempio, riescano a comportarsi con l’altro sesso in maniera “civile” e all’insegna del rispetto. Ora chiudo sperando di non essere interpretata come la vecchia rompicoglioni che non fa altro che rimpiangere “i vecchi tempi”, che ai miei tempi di più bello c’era solo la musica. STAY FREE!

  • http://fiorevelenoso.wordpress.com fiorevelenoso

    Sono passata dalla fase dominante ma non troppo, alla confidente, alla sguattera di casa. Infine mi son rotta ed ora domino io, in ogni senso, e sto bene.
    Non mi reputo né una donna con le palle, né una con le ovaie. Mi reputo una donna dominante, punto.
    Il mio attuale compagno è complementare: a volte fragile, altre assolutamente no, come me.

    Ha scelto di essere il mio sottomesso, ma non il mio burattino, perché trovo noiosi i giocattoli che stanno lì fermi ad aspettare si giochi con loro.

    Se ci faccio sesso è perché ne ho desiderio, non perché lui deve svuotarsi altrimenti diventa nervoso, lui non ha questo tipo di esigenza. Il sesso tra noi è unione, non direttamente finalizzato al piacere orgasmico e questo fa un’enorme differenza se si vogliono “rovesciare” i ruoli nella coppia, altrimenti resterà sempre egoismo (di lei) che si scontra con egoismo (di lui), anche se si collabora per portare avanti casa, famiglia, impegni.
    Imho.

  • http://pornoscintille.wordpress.com pornoscintille

    Non so, se tutti sono come me, a volte ho le palle, a volte ho semplicemente … due palle! :-)

    • http://confessionidiunamente.wordpress.com ConfessionidiunaMenteCinicaIstericaeRomantica

      Due palle è il mood giornaliero!

  • https://lacerettaapprossimativa.wordpress.com/ nicolesda

    Io spesso ho le palle, ma ancor più spesso mi faccio due palle! parafrasando Pornoscintille, secondo me la questione è un’altra ancora: E’ necessario barattare o minimizzare le proprie palle? probabilmente ci verrà tutto più difficile, e saremo mediamente incomprese. Ma, la femmina con le palle, è, in definitiva la più romanticapazza idealista di sempre. Vuole il pane e le rose. E, per me, anche una birra.

    • http://confessionidiunamente.wordpress.com ConfessionidiunaMenteCinicaIstericaeRomantica

      Io non baratto né minimizzo le mie. Anzi, le metto in bacheca in bella vista. Se qualcuno ne è disgustato io ci bevo su.
      Sticazzi, insomma.

      • https://lacerettaapprossimativa.wordpress.com/ nicolesda

        Sticazzi is a way of life, ma sia chiaro, la mia era una domanda generica ed anche un po’ retorica, non era ad personam, seppure vada molto in voga nell’italico paese. Penso che in noi ci sia un po’ tutto, che non siamo monoliti, che anche quando abbiamo coraggio, contemporaneamente sentiamo un po’ di paura e così via un po’ per tutto. Ci costruiamo ogni giorno, e costruiamo anche la nostra immagine nel mondo. Si cerca di aderire alle proprie scelte, ma questo non vuol dire che non possano esserci ripensamenti dubbi o debolezze. Io ho completato l’album delle scelte sbagliate, e non mi sono riconosciuta, anche per anni, credo che alla fine l’importante è avere un “sticazzi”dentro di sé.

  • http://tangledup2013.wordpress.com meeva2013

    Ci siamo trasformate in mio nonno.
    Sei geniale, cazzo! E hai reso bene l’idea della situazione (credo molto condivisa) attuale. Io non ho ancora 24 anni e già mi sono scontrata con questa dura realtà. Giusto l’altro giorno dicevo ad un’amica: “Se tornassi indietro direi alla me stessa 13enne: tesoro, un giorno rimpiangerai momentaneamente il momento in cui avrai scelto di non essere una donna soprammobile. Ma non preoccuparti, perchè sarà la scelta migliore della tua vita”.
    That’s it.

    • http://confessionidiunamente.wordpress.com ConfessionidiunaMenteCinicaIstericaeRomantica

      Piccola grande saggia donna.

  • Rejia

    Sei sempre il top donna!

    • http://confessionidiunamente.wordpress.com ConfessionidiunaMenteCinicaIstericaeRomantica

      Grazie baby

  • GM

    Non posso esprimermi a nome dell’intera popolazione maschile ma le autoproclamate “donne con le palle” che ho conosciuto, almeno finora, lasciano molto a desiderare; colte, economicamente indipendenti e sessualmente emancipate ma completamente sprovviste di empatia o incapaci di mostrare le proprie (supposte?) qualità in situazioni sociali scevre da sbilanciamenti verso uno dei due generi. All’altro estremo, la donna-ameba descritta dall’autrice del post non suona per niente appetibile, almeno non agli uomini della mia generazione (fine anni ’80), soprattutto se dotati di un lavoro appagante ed un livello di istruzione soddisfacente. Non è mia intenzione offendere nessuno, sono sicuro che per qualche inspiegabile alchimia tutte le donne che hanno commentato sono fantastiche eccezioni che non appartengono a nessuna delle due categorie, ma io devo ancora incontrare una donna che voglia davvero essere trattata come una pari e che abbia anche la maturità per contribuire a questo genere di rapporto.

    A parte questo, complimenti per il post. Non ne condivido il contenuto ma è comunque piacevole da leggere, con un bel ritmo. Non sono un tuo lettore abituale e, sinceramente, non mi spiego perché il mio browser lo includa fra gli articoli rilevanti sui fatti di Parigi ma pazienza, una boccata d’aria non fa male in questi giorni cupi.

    • http://confessionidiunamente.wordpress.com ConfessionidiunaMenteCinicaIstericaeRomantica

      Non posso sapere che tipo di donne tu abbia conosciuto, ma se dici che ne sei stato deluso, ti credo.
      Quello che descrivi come ideale, è anche quello che auspico io per le mie amiche, quindi direi che siamo d’accordo.
      Per quanto riguarda Parigi, non me lo spiego.
      Un abbraccio

  • Nata

    Cara MaryG, io sono dovuta diventare indipendente, cazzuta e forte per necessità e non per scelta. Perché a vivere sola, lontana da casa, devi farcela per forza. Sono invece tutto il contrario di ciò che ho dovuto tirar fuori per sopravvivere: accudente, accomodante, materna, romantica e all’antica. Posso vivere senza un uomo, è vero, ma proprio per questo so apprezzare il bello della condivisione e dell’essere in due. Finchè, sistematicamente, vengo mollata. A volte rinuncerei al mio coraggio e alla mia indipendenza solo per una storia che funzioni :(.

  • Claire Quaintrelle

    Credo che non sia una questione di dominanza,ma di scelte.
    Io ho scelto di trasferirmi più volte,ho scelto di vivere da sola e di essere indipendente,ho scelto di buttarmi e di stare da sola,perche` non voglio accontentarmi del primo arrivato e perche` se non chiedo tanto a me stessa mi sento incompleta,ma non sarò mai una persona dominante perché non è nella mia natura.
    Al contempo conosco donne molto dominanti di carattere che hanno scelto, e sottolineo scelto, di vivere la propria vita nel modo più anonimo possibile e in questa loro scelta sono felici.
    Perché in fondo è questo quello che conta davvero: essere felici e guardare alla propria storia e alle proprie scelte con affetto e senza pentimenti,accettando di avere le palle,le ovaie o nessuna delle due.

  • https://www.facebook.com/Pimpetta88?ref=hl Erica Curl

    Io, alla forse veneranda età di 25 anni (dato che ora sembra che tutte le mie vecchie compagne di scuola e simili a quell’età fossero già sposate con almeno un figlio) ho trovato un ragazzo, che ora che ho 28 anni è il mio compagno.
    Sono sempre stata dominante, anche se insicura, e credo che le palle ce le avessi fin dal principio, dato che prima che nascessi dalle ecografie non s’era mai capito se fossi maschio o femmina… In fondo, non mi sarebbe dispiaciuto nascere come Luca, ma è un’altra storia.
    Quindi niente, trovo questo ragazzo che sulla carta con me c’entra abbastanza poco, e ora conviviamo.

    A cena dividiamo, le spese della casa le dividiamo, ma senza mai tenere il conto come due contabili. Siamo quelli che “Ehi, mi son dimenticato di ritirare e stasera devo pagare il mese in palestra, tu hai qualcosa?”, oppure “ho dimenticato l’accappatoio di là, me lo porti?”, così, perché per noi sono due cose esattamente pari e naturali.

    Si discute da pari, si prendono decisioni insieme e non sono mai stata meglio. Non oso immaginare quanto starei male a fare la scodinzolante estensione dell’ego di qualcuno.

    Per tutte le disperate ventenni: abbiate pazienza e non cercate la persona per voi dove trovate un’alta concentrazione di “scodinzolanti”.

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  • BillieBee

    Sono capitata sul tuo blog per caso, e per quanto io riconosca del senso in quanto scrivi credo che il tuo post sia intriso di una visione dei ruoli di genere assolutamente novecentesca. E di un modo di intendere il potere fallocentrico – nel senso che parli di potere nei termini in cui gli uomini ci hanno insegnato a farlo.

    Per di più mi ha disturbato tanto la leggerezza con cui dai della ‘cagnetta’ ad altre donne. È vergognoso e preoccupante che sia una donna a farlo e mi spiace, anche in questo post ho visto una donna contro le altre, e non una che sapientemente mette in discussione ruoli e gerarchie.

    Stella.

    • ConfessionidiunaMenteCinicaIstericaeRomantica

      Se ti soffermi sul termine “cagnetta adorante” per intendere la – ahimè – reale passività delle donne venute dopo di me, pensando che sia un attacco alle donne, e non agli uomini che, per mancanza di coraggio, si affidavano a femmine medie pronte solo a dire di sì, temo che l’analisi superficiale sia stata la tua.
      E per quanto riguarda questo smodato – e inutile – bisogno di essere sempre dalla parte delle donne, ti dico questo. Ho quasi esclusivamente amicizie femminili, ma ciò non toglie il fatto che ci sono persone di sesso femminile che mi fanno vergognare di appartenere alla stessa categoria, e altre con cui vorrei camminare insieme per il resto della vita. Se pensi che bisogna sostenerci solo perché abbiamo entrambe utero e ovaie e non perché si condividano pensieri e attitudini, beh alzo le mani.
      Non credo che tu abbia capito il senso di quello che scrivo. Pace.

MaryG world

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