Happy ending, istruzioni per l’uso

Siamo fin dall’infanzia programmate a pensare che l’Happy Ending sia quella situazione idilliaca in cui i principi e le principesse finalmente si ritrovano, si baciano e si sposano.
Il matrimonio decreta la fine della vita di merda e Welcome Paradise! Davvero amiche?
E cosa succede dopo che il Principe ha preso tra le braccia Biancaneve e l’ha portata nel suo castello sopra la nuvola rosa?

Ve lo dico cosa succede.

Bianca non conosce Principe, si erano visti un paio di volte mentre lei cantava ai piccioni e lui pensava a cosa avrebbe potuto fare con il suo uccello. Tutto molto platonico. Un paio di sbirciatine, un canzone duettata insieme, manco una fellatio prima del matrimonio.
Sposi e sconosciuti.
Lei dal secondo giorno, per cattive abitudini prese in passato, comincia a rassettare casa, torna ad addobbarsi come quando era single, non si depila, gira con quattro stracci e un fazzoletto lercio in testa.
Dopo poco tempo sopraggiunge il mal di testa, perché Cristoddio tu te ne stai nei boschi a cavallo tutto il giorno e io devo spazzare un castello, chiaro che alla sera non avrò tutta sta voglia di giocare a 50 Sfumature di Azzurro.
Lui nel frattempo cerca una concubina, Sarò anche il Principe delle fiabe ma ho delle urgenze fisiche anch’io! crisi, separazione, alimenti, miserie altrui spiattellate davanti a un giudice, vita di merda, Again and Again.

E quindi? Sto Happy Ending era un’illusione? Sì.

Innanzitutto togliamoci dalla testa che la felicità ce la dia un uomo. Perché sennò siamo come quella sfigata di Biancaneve. Tutta la vita a non fare nulla per se stessa, e il primo che passa Oh ecco il salvatore.
Iniziamo a salvarci da sole.
A fare quello che ci piace.
A pensarci tra 20 anni a cosa vorremo essere e usare le nostre energie per raggiungere l’obiettivo.
A concepirci come single per sempre e se poi incontriamo un uomo per cui ne valga la pena, meglio.
Ingaggiamo un paio di trombamici per le serate più tristi senza pensare per un secondo che loro saranno la soluzione ai nostri problemi.
Nella vita di una donna ci sono migliaia di Happy Ending. Il punto è che non sono ending. Solo Happy. Ovvero finali di cerchi che si chiudono nel migliore dei modi.
Ad esempio:
Quando diciamo di no a uno stronzo con il quale uscivamo. È un finale? Sì. È felice? Eccome.
Quando torniamo da una vacanza con le amiche e ci siamo divertite un casino. È un finale? Sì. È felice? Eccome.
Quando passiamo un esame all’università sul quale bestemmiavamo notte e giorno.  È un finale? Sì. È felice? Eccome.
Quando dopo millemila sbattimenti riusciamo ad ottenere una borsa di studio all’estero e cominciare una nuova avventura. È un finale? Anche, ed è anche un inizio. È felice? Eccome.

L’Happy Ending non può essere mai legato a un uomo che ci renda felici. Perché l’amore è una cosa bislacca, oggi c’è domani boh, quello che adesso ci rende entusiaste tra un po’ potrebbe nausearci. E allora sopraggiunge il fallimento.
Non c’è nulla di peggio di riporre le proprie speranze in qualcosa che tra una manciata di giorni potrebbe non esserci più. E nel momento in cui avremo fallito (perché sì, ogni storia d’amore finita è sempre un fallimento personale e della coppia), penseremo a cosa abbiamo sbagliato, quanto siamo sfigate, Tutte si sposano ed io un cazzo, perché capita sempre a me. E giù lacrime e grassi saturi anche a colazione.
Veramente vogliamo rendere responsabile della nostra felicità un’altra persona? Uno che domani potrebbe scappare con la nostra vicina di casa? E allora cosa rimarrebbe del nostro finale felice? Non era felice. Era illusorio.

Io non voglio per me una cosa così. Voglio vincere e perdere ma voglio che dipenda da me.
Voglio che la mia felicità vada di pari passo a quella della coppia di cui faccio parte. Se la seconda si sfascia rimarrò sempre in piedi perché avrò altro in cui credere, perché non ho mai smesso di porre fiducia in me stessa.
Perché l’amore si esaurisce ma io no.
E come dice qualcuno, se un uomo non mi vuole non ho sbagliato nulla, a parte l’uomo.

d8953dd173e4a46a7b60870f5c524239

 

Questa voce è stata pubblicata in L'amore secondo MaryG, Relazioni.

Commenti

  • polpetta

    Vero, verissimo. Razionalmente.
    Eh si sa…. cuore e cervello molto daccordo non vanno… Specie sulla 30ina. Specie quando un ragazzo ti molla di punto in bianco per un’altra dopo 4 anni. Specie quando le “amiche” han mille cose belle da fare che sentire le tue lamentele o i tuoi silenzi (fra le cose belle si cita anche la spesa….. )

    • Iamthelady

      Mi trovo esattamente nella tua stessa situazione polpetta !! Sarebbe bello confrontarsi un po 🙂

      • francesca

        pure io. Dovremmo creare un club di cuori infranti, solo pasticcini, caffè e tante parole 🙂

L'amore secondo MaryG

Iscriviti alla Newsletter