Confessioni di una (futura)madre distratta

Mi tocco la pancia spesso, ma solo perché è grande. Non ti sento ancora, quindi talvolta mi dimentico che ci sei. Una volta ho sollevato 30 chili di anta dell’armadio che era caduta. Ho avuto dolori così forti che sono corsa in pronto soccorso.
Mi hanno fatto l’ecografia e tu eri là, beata, a sguazzare in quella cosa che non ho ancora capito cosa sia.
Un’altra volta ho giocato alla wii appena sveglia, poi sono salita sul tapis roulant. La mia cellulite mi ricorda tutti i giorni che sarebbe il caso che facessi Padova-Milano a piedi, altro che 40 minuti di camminata veloce con il programma Calorie.
Ma pazienza. La mia cellulite era là anche prima, siamo amiche quasi.
E insomma. Scesa dal tapis roulant sono svenuta. Mi ero dimenticata che ci fossi, ho giocato all’atleta e il corpo me l’ha fatta pagare, sto stronzo.
A mia difesa però ti dico che ti sogno spesso. Mi chiedo di che colore avrai i capelli, se prenderai il mio instancabile ottimismo o se la natura ti darà solo i miei fianchi. Se così sarà pazienza amore, ti insegnerò ad usarli bene e a scoprirli con gusto.

Ci sono volte che mangio quello che non dovrei.
Appena proverai il prosciutto crudo, capirai che stare 9 mesi senza è un’aberrazione. Ma imparerai che così funziona la vita.
Ti fanno assaggiare sapori meravigliosi e poi, all’improvviso, te li tolgono, dicendoti “Non consumarlo più, fa male”. E capirai che di alcuni amori dovrai privartene per forza, anche se sembreranno irrinunciabili. Certi uomini ad esempio. Bella fregatura, lo so. Ma spero che sarai così forte da volerti bene, da scegliere per te stessa quello che è salutare.
Imparerai che gli sgarri culinari della domenica fanno bene all’anima, e pure qualche maschio medio. Imparerai che ci sono porte che ad un certo punto vanno chiuse ed altre che non bisogna aprire mai.
Imparerai che dare una seconda chance è importante, ma solo per te stessa, quando non sei pronta a darne solo una. E imparerai pure che alla seconda chance seguirà la terza, la quarta e la quinta, fino a che non dirai Basta.
Imparerai che il Basta è il tuo miglior alleato. Per le indigestioni soprattutto. Imparerai presto che troppo cioccolato fa vomitare perché ci sono piaceri che alla lunga fanno vomitare e allora sopraggiungerà il tuo amico Basta.
E poi ci sarà io. A ricordarti ogni virgola, che non si sa come una volta diventati adulti siamo tutti saggi, è il prima che ci frega.
E allora per dimostrarti che saggia non sono per niente, una cosa te la voglio dire.

Sono terrorizzata.

Di non essere all’altezza, di importi quello che voglio io, di non essere abbastanza forte per lasciarti andare quando sarà ora, di essere troppo dura o troppo permissiva, di non essere adeguata. Ho paura che mi paragonerai alle altre madri preferendole a me. Ho paura pure che i nostri gusti siano talmente distanti da rendere impossibile il capirci l’un l’altra.
Ho paura di non ascoltarti e che tu non ascolti me. Perché sai, uno ci mette una vita a distinguere il bene dal male, l’amore dalla mancanza di esso, si segna tutto per bene, lezione su lezione e quando è ora di tramandare, chi hai di fronte vuole fare da solo.
Vuole sbatterci la testa. Mica è facile per un adulto avere la verità in tasca, sapere che una cosa va fatta così, perché Cristoddio ci sono già passata io! e trovarsi di fronte una che ti dice Voglio sbagliare da sola.
Ma che sei, scema? Sì sarai scema, perché lo siamo stati tutti, perché è facile apprendere per sentito dire. Devi bruciarti per capire che caldo sia il fuoco. Ti capisco, ma capisci anche me. Mica una mamma vuole che la sua bambina si scotti!
E poi c’è questa cosa dei ragazzi.
Io lo so che se uno non ti chiama è perché non ti vuole, ma come faccio a dirtelo? Come faccio a svegliarti dal tuo sonno romantico? È una cattiveria se ci pensi. Ma è una cattiveria anche lasciarti crogiolare nel mare delle illusioni. Magari farò come la nonna ha fatto con me. Mi diceva Ma tu sei sicura che ti voglia? E io rispondevo di sì. Lei era in pace con la coscienza perché un indizio me lo aveva dato, io continuavo a sguazzare nella melma della speranza e tutte eravamo contente. Ma io non c’ho mica il carattere della nonna, mica ce la faccio a non dirti tutto, a lasciarti da sola, chissà che casini farò.
E allora facciamo un patto.
Io ti perdonerò per le nottate insonni, per l’ansia, per tutte le volte che cadrai e mi toccherà ridere per far finta di niente, per non spaventarti. Ti perdonerò quando ti ingoierai il primo dente e non me lo potrò tenere per ricordo. Ti perdonerò i voti di merda a scuola, perché se la genetica è genetica, tu sarai una di quelle Intelligenti che non si applica. Ti perdonerò quando tornerai tardi e non mi avviserai, ti perdonerò quando mi dirai le bugie e io le scoprirò. Tu in cambio perdonerai tutti i miei sbagli, le mie mancanze, le mie mediocrità, le mie assenze, le mie durezze.
Ci ameremo e ci perdoneremo. Mi sembra buono come inizio.

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Questa voce è stata pubblicata in MaryG world, Mondo femminile.

Commenti

  • Panda Ale

    Sono neo mamma da 7 mesi..di un maschietto però. E allora dovrò impegnarmi il doppio per far si che non diventi come il 99,9% di essi. Ma ci proverò.. cone tutte le mamme in fondo. meravigliosa

    • Mary G. Baccaglini

      Sono sicura Ale che farai un ottimo lavoro!

    • ConfessionidiunaMenteCinicaIstericaeRomantica

      Dai che ce la facciamo!

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