La vecchia storia delle notti con lui

pittore

Io me le ricordo le notti.
Erano quelle in cui nessuno si preoccupava della sveglia da impostare, di contare le ore in cui avremmo potuto dormire, dell’ufficio, del traffico, del cartellino da timbrare.
Erano quelle notti in cui non si dormiva perché c’erano cose più divertenti da fare.

Ho passato anni a non dormire di notte. Buonanotte alle 7 del mattino era la parola più bella del mondo. Erano anni in cui di notte scrivevo. Scopavo. Amavo. Bevevo. Cene in casa e cene fuori. Amici. Dibattiti fino all’alba, Come diavolo hai fatto a votare per quello, non lo vedi che faccia ha?
E poi per un periodo le notti più belle erano quelle in cui c’era un nuovo amante.
Una nuova passione. Uscivo di casa senza sapere a che ora sarei tornata. Con che umore. Con quali sfarfallii allo stomaco.

La prima volta in cui smisi completamente di dormire fu quella in cui composi il suo numero alle 4 di notte. Lui mi aspettava. Io non sapevo se andarci.
Alla fine ci andai. Lui era un pittore. Il suo open space una macchia di colore.
Appena entrata mi mise in mano un bicchiere di vodka e non so che. Poi mi guardò e mi disse Spogliati.
Come scusa?
Spogliati.
(Mi sta prendendo per il culo, non c’è altra spiegazione).
Spogliati.
(Manco mi bacia e dovrei spogliarmi?).
Spogliati.
(No Dio, non puoi farmi questo, ci sono almeno 4 maxi lampade puntate su di me, mi si vedrà tutta la cellulite. Almeno digli di spegnerne un paio).
Spogliati.
(E sticazzi mi spoglio). Buffo come mi sia sempre tolta i vestiti più volentieri di quando me li dovevo rimettere.
Avrei potuto sentirmi carne al macello ed invece mi sembrò di essere la musa di Klimt. Come cambio la realtà io per raccontarmela, nessuno mai.
Mi prese per mano e mi mise in piedi nella vasca da bagno, in salotto. C’è chi la vasca ce l’ha in bagno e chi in salotto. E lì, curiosa di sapere cosa sarebbe successo e terrorizzata perché una cosa così chi se la sarebbe mai immaginata, lo vidi prendere un pennello, dei colori e cominciare a dipingermi il corpo. Sul corpo.

– Pennello che sale, che scende. Io mi sporco. Ma non mi sporco alla fine. Lui che non mi tocca con un dito ma in ginocchio mi percorre le nudità. In silenzio. Io che avrei voluto smorzare il tutto ridendo, facendo una battuta, cazzo dì qualcosa, ed invece cosa si dice in un’occasione così? Si resta in silenzio e si prega che non finisca mai. –

Quella notte finita a essere ripulita senza essere stata toccata, fino al mattino, all’alba, una ragazza nuda con del colore addosso. E un uomo, perché lui era un uomo, che senza dire una parola la fa sentire come una tela finalmente completa.

Quelle notti sono da ricordare. Notti di anime un po’ perse che si incontrano, si prendono per mano e si dipingono l’anima.
Notti di gente randagia che non ha piani per il giorno seguente.
Notti a guardare le stelle e sperare che qualcosa cambi. Notti a guardare le stelle sperando che niente cambi mai.
Notti in cui sei da sola e ti senti morire.
Notti che sogni braccia che ti avvolgono e speri che arrivi il mattino.
Notti da ubriaca che mai più te le ricordi.
Notti di risate, di bestemmie e di pessime intenzioni.

E mi ritrovo a trent’anni che proprio mi piaccio. Meno coraggiosa indubbiamente, ma molto più saggia. Mi spiegheranno un giorno che me ne farò di tutta sta saggezza senza più coraggio, ma per ora ve bene così.
Ora che penso a cosa mangiare la sera perché se eccedo con il cibo non dormo più.
Ora che penso che sia meglio andare a letto presto sennò alla mattina mi servirà ben altro che il correttore di Kiko. Cemento armato fresco, grazie.
Sono felice pure del mio percorso, spesso in salita.
Ma ogni tanto succede che di notte, mentre dovrei dormire per arrivare fresca alla riunione delle 9, mi viene in mente la spensieratezza di una ventenne che sale su un taxi e penso che vorrei aver mantenuto quel coraggio. Penso che una notte indietro nel tempo me la meriterei.

Penso che ci sono notti che non dovrebbero finire mai.

Velasquez-The-Rokeby-Venus-1648

 

Questa voce è stata pubblicata in L'amore secondo MaryG, Sesso.

Commenti

L'amore secondo MaryG

Iscriviti alla Newsletter