La mia Festa delle Donne

Sì, c’ho il culo grande. E i fianchi larghi. Le cosce da lottatore di sumo. Ogni tanto spunta pure il doppio mento.
Ho passato una vita a prendere la ciccia tra le mani e virtualmente tagliarla, toglierla, strapparmela.
Ho fatto diete, sport a non finire, ho collezionato disturbi alimentari.
E poi ho mollato.
Ho incrementato le corse con il tapis roulant. Ho comprato abiti che mi stessero bene, ho scoperto che ci sono variabili di frutta che non comprendono le merdose mele.
Ho giocato con il mio corpo, ho iniziato a studiarlo allo specchio non cercando di notare solo i miei difetti, ma ammirandone i pregi.
E allora ecco. Ho le gambe lunghe. Delle tette da urlo. La vita stretta. La pelle luminosa e chiarissima, come piace a me.
E lo so che là fuori c’è gente che si ammazza di lampade perché ama il colorito arancione. Lo so che c’è chi spende una fortuna in auto abbronzanti.
Ma a me piace la pelle piace bianca. E dopo anni che mi guardo, mi piace pure il mio sedere. E già che ci siamo, quando solo Francesco può vedermi, ballo in mutande con la ciccia che ballonzola e la pancia che va su e giù. A lui piace. A me sta iniziando a piacere.
Se a voi non piace è un problema vostro.

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