In che senso vede un Pene?

Una futura madre sa con quanta suspance si attenda l’ecografia morfologica. Ovvero quella che dovrebbe essere più issima. Più bellissima, più accuratissima, più emozionantissima, e tutti quei superlativi assoluti che l’accademia della Crusca boccerebbe con una A di Asino.

E così io e Francesco, con il cuore traboccante di speranza ci presentiamo all’appuntamento fatidico in ospedale. Saltelliamo per i corridoi, lui fa finta di farmi lo sgambetto e per un pelo io non cado lunga distesa. Sto scemo.
Una gentile dottoressa mi fa stendere su un lettino guardando con sospetto i cuscinetti laterali sui fianchi, ed io vorrei dirle Senti cocca, ero grassa prima, figurati ora, ma non faccio in tempo ad aprire bocca che ho la sonda sulla pancia.

Sapete già il sesso?
Certo, è una femmina e si chiamerà Lucrezia.

Il che lei, mi riserva una di quelle occhiate che si lanciano a chi si considera alla pari di una blatta che esce dal lavandino.
Sguardo riservato a una ritardata numero 1. (In quel momento non potevo saperlo, ma ce ne sarebbero stati diversi altri nel corso della visita).
Mi trattengo dal confidarle che il nome l’avevamo scelto prima ancora di concepirla, ma soprattutto capisco che lei mi ritiene una psicopatica che nella vita evidentemente non c’ha null’altro da fare che sfogliare libri di nomi. In realtà signora mia, le ho anche comprato metà corredino, se proprio vuole sapere la portata della mia psicosi.

Questa è la testa.

Oh che bella testa, tubiamo insieme Francesco ed io.

Questo è il tronco.

Madonna che tronco da urlo.

Sguardo riservato a una ritardata numero 2.

Questi i reni.

Tacciamo va, che sui reni non sappiamo che minchia dire.

E questi i testicoli.

Ohhh. I cosa scusi?

I testicoli. E qui c’è il pene.

No guardi io non credo.

Sguardo riservato a una ritardata numero 3.

Eh sì, questo è proprio un pene.

Ci deve essere un errore io ho già comprato la carrozzina da femmina.

Sguardo riservato a una ritardata numero 4.

Direi che non ci sia dubbio alcuno.

Francesco fa’ qualcosa!

E che faccio, mica ce lo cambiano, dice lo sciagurato con un sorriso che va da guancia a guancia.

Un maschio. Sono tre mesi che lo chiamiamo Lucrezia.

Sguardo riservato a una ritardata numero 5.

Va bene dai, adesso lo chiameremo Leonardo.  Amore, dici che le tutine con i volant ce le cambino?

Sguardo riservato a una ritardata numero 6.

Non sono mica pronta ad un maschio. Lei che dice dottoressa?

Sguardo riservato a una ritardata numero 7.

Secondo me la dottoressa è spiritosa e ci ha fatto una burla, dico piano piano a Francesco.

Sguardo riservato a una ritardata numero 8.

Usciamo dalla clinica ridendo come due idioti. Io sono ancora frastornata perché mi ero fatta una lista mentale di tutto ciò che le avrei insegnato. Penso al fatto che nella mia testa mi vedevo proprio madre di una femmina, e adesso dovrò pensare a come essere madre di un maschio. Insomma tutta la faccenda dell’educazione sentimentale, del rispetto verso le donne, del prendere consapevolezza delle proprie emozioni, sono responsabilità.
Francesco invece ride e basta. E la risata è così contagiosa che non resisto. Ed esplodiamo a ridere più forte.
Passa una coppia di vecchietti che ci guarda e noi guardiamo loro. Hanno lo sguardo serio, forse uno dei due sta poco bene e io mi sto preoccupando che ci sarà un altro pene in famiglia. Che razza di stupida.

Ti rendi conto? Ho chiesto alla dottoressa del cambio del passeggino, mi avrà preso per una minorata mentale.
Probabile amore.

E allora mi viene in mente che a me, i maschi, hanno sempre fatto un sacco di scherzi.
Dal Ti chiamo dopo e dopo invece un cazzo.
Al Mi prenderò cura di te, no dai mi sono sbagliato.
Passando per tutte le leggerezza maschili tipiche di chi è troppo giovane, troppo stupido, troppo egoista, o troppo bambino. Scherzi ridicoli e scherzi pesanti. A volte scherzi che mi hanno fatto ridere, altre volte scherzi che mi hanno fatto tanto piangere. Amici maschi burloni e nemici maschi meschini.

E uno, piccolo piccolo, che si è finto femmina per un po’.
Sii chi vuoi amore, basta che nasci presto che ho una ritenzione idrica che tra un po’ mi sommerge.

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Questa voce è stata pubblicata in Le mamme, MaryG world.

Commenti

  • Valentina Peraro

    Fenomenale!!! Dai che avrai un miliardo di cose da insegnarGLI proprio perchè è un maschio, come quelli che ti fanno un sacco di scherzi! Lavoriamo sul rispetto delle donne, sull’educazione sentimentale e il prendere consapevolezza delle proprie emozioni proprio alla base del “problema”: partendo dai nostri figli, maschi! Evvai Mary!!!!!!!

    • Mary G. Baccaglini

      Grazie Vale sei un tesoro! Cercherò di farlo diventare un Uomo, mi sembra ambizioso come progetto! Un bacio

  • Panda Ale

    Hahahaha bene sono contenta di avere un altra socia che deve crescere un maschietto! Sai che fortunate le femmine della generazione dei nostri figli poi?! Tipo che se mio figlio venisse mai a casa con le ali di gabbiano al posto delle sopracciglia gliele raso nel sonno

    • ConfessionidiunaMenteCinicaIstericaeRomantica

      Ahaha ci ho pensato. Alcuni dicono che sia più facile fare la mamma del maschio. Io non credo. Ma sarà comunque un’avventura stupenda!

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