Come si fa ad essere una madre?

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La televisione l’ha sincronizzata Francesco, che, come tutti gli uomini del mondo, odia le istruzioni.
Ci mette il doppio del tempo, sbatte qualcosa per terra, impreca, ma guai a lanciare uno sguardo trasversale a quel cazzo di foglietto illustrativo con tanto di disegni.
La cassettiera l’ha montata sempre Francesco, sant’uomo ever and forever.
Il letto l’hanno assemblato gli omini Ikea, che Dio li abbia in gloria.
C’è un tacito accordo a casa nostra, per cui se a me non piace fare una cosa, non  la faccio.
Ho stilato la lista delle TOP 3 che proprio mi fanno cacarissimo, e al primo posto c’è il montare qualcosa. Al secondo tagliare l’erba. Al terzo il cambio di stagione. Quindi in mio aiuto subentra il Maschio Alfa dove può. Se esiste la stessa avversione per la stessa cosa, non la facciamo. I nostri armadi traboccano di cappotti e costumi da bagno. Se ne stanno là, non disturbano nessuno e noi facciamo finta di non vederli. Problema del cambio di stagione, estinto.

Poi però ci sono cose per cui non mi hanno dato il libretto di istruzioni.
Prima di Youtube la piega con la piastra me la faceva senza i tutorial e il mio parrucchiere sa quanti ciuffi di capelli io abbia bruciato.

E allora penso che la panza cresce, il pupo tra poco più di due mesi nascerà, e io non so dove sbattere la testa.
Perché tutte mi dicono che la natura, e il senso materno, e qualche santo provvederà, ma io continuo a chiedermi come si faccia ad essere una madre. Cioè. Esce dalla patonza e tu sei madre? Tipo abracadabra ehi tu, sei una mamma orsù?

Io non so fare la mamma. Ho appena imparato a fare la figlia.
So ringraziare, chiedere permesso, domandare scusa – a volte, ma non sempre – so che se domando, prima va detto Per piacere. Ho appreso le nozioni base. E queste le tramanderò, fin qui è facile.
Poi ci sono tutte le volte che chiamo mia mamma perché c’ho dei cazzi miei e ne voglio parlare proprio con lei. Ma se sono una madre mica posso avere i cazzi miei, giusto? E se un giorno non ho voglia di fare la madre? Cosa faccio, vado in ferie? Un permesso per una settimana?
Ci sono dei momenti in cui sono sul divano e i cani mi saltano addosso perché vogliono attenzioni, ed io, serissima, spiego loro che non c’ho voglia. Che mi sto rilassando, il lavoro è stressante e che ritornino dopo una mezz’ora. Mica posso fare così anche con il pupo. Senti Gino, mamma ha bisogno di un’oretta per sè. Piangi tra un po’ che adesso non c’ho cazzi. Mica si può, dai.

E il lavoro? Una laurea, due master e la consapevolezza che non voglio mancare da casa per 10 ore filate e far crescere mio figlio da una baby sitter, sennò che ce lo faccio a fare un bambino? Però neanche mi va proprio gettare nel cesso anni di studi (fuoricorso)e un sacco di soldi per la mia istruzione. Faccio un lavoro che amo, mi seccherebbe proprio lasciarlo.

E poi c’è sta storia che i figli vengono sempre prima, e in linea teorica mi trovo molto d’accordo. In pratica un po’ meno.
Vivo da sola da quando ho 18 anni, ed è tutto mio. I miei spazi, la mia casa, i miei momenti, il mio frigo, il mio armadio. Sono egoista. La mia felicità è primaria perché mi racconto sempre la balla che Prima devo essere felice io per far felici gli altri. E allora penso che il mio sonno sarà un miraggio, e pure la mia doccia da 20 minuti, le mie amiche, le mie serate romantiche con Fra, i miei viaggi in giro per il mondo, i miei vestiti puliti.
Ad un certo punto tutto questo perde significato? Come funziona?

So che andrà bene. Ho avuto una grande mamma e qualcosa santoddio devo pur averla imparata. So che tutto ciò che per ora è importante poi lo sarà meno.

Fa paura però, lasciatemelo dire. E chi dice il contrario mente. Ora lo so.

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Questa voce è stata pubblicata in Le mamme, MaryG world.

Commenti

  • Luigi Ulissi Exa

    si è vero hai ragione fa tutto molto paura e la responsabilità di cade addosso come un macigno. Ma piano piano ti adatterai, troverai i tuoi spazi e il tuo equilibrio che ti farà stare bene. Piano piano. 😉

  • Alessia Cassandra Zambon

    Infatti sei spacciata. In questi due anni le ho pensate tutte, ma non c’è proprio alcuna possibilità di tornare indietro. Quando diventi mamma (e lo sei già) lo resti per sempre e l’unica cosa che ti importa è poterti prendere cura di quel coso rompiballe con gli occhi da Gatto con gli Stivali.

    • ConfessionidiunaMenteCinicaIstericaeRomantica

      Che detta così è spaventosa, ma sono sicura che di quel coso coccoloso tu sia assolutamente innamorata.

  • valeottantadue .

    Carissima. Ti capisco. Sono mamma da 19 mesi e si fa paura. È dura spesso. A volte ci si sente sopraffatte,spesso sfatte dalle notti insonni, dal tempo che all’improvviso non basta più, dalla responsabilità, da questo esserino che ci prende tutta l’energia… Questo è vero. Non posso dirti che non sarà così. Ed è per sempre, ad essere mamme s’impara col tempo e forse non s’impara mai. Noi siamo appena all’inizio. Ma una cosa ti assicuro : non sarai mai stata così pienamente felice come lo sarai da mamma. È incredibile, si rinasce letteralmente. Il mondo vibra di colori e di vita. È un esplosione. Ti aspetta una gioia immensa. Augurissimi

    • ConfessionidiunaMenteCinicaIstericaeRomantica

      Grazie delle belle parole. Tanti auguri anche a te <3

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