Bambino mio, ti spiego come si ama una donna

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Avrai a che fare con le donne bambino mio.
Io ho a che fare con loro da tutta la vita e posso dirti che non ne saprei fare a meno.
Ma io stessa sono una donna. Prendo le mie mancanze e le mie mediocrità e le trasformo in punti di forza. Gioco facile. Sono malleabile con me stessa, me le perdono un po’ tutte, ci rido su. Minimizzo. Ma so che aver a che fare con me è spesso lavoro lungo e paziente. Come il ragno con la sua la tela.

E allora qualche indicazione voglio dartela. Per farti divertire di più e arrabbiare di meno, perché se la genetica non è un’opinione, tu di pazienza, non sarai tanto dotato.

A 14 anni devi fare tanti complimenti alla ragazza che ti piace. Le fanciulle sono in una fase un po’ delicata dove l’incertezza è la loro migliore amica. Vanno rassicurate a quell’età. Se iniziano a sentirsi non desiderate passeranno tutta la vita a lenire quell’insicurezza.
E te la faranno pagare, anche quando di anni ne avranno il doppio. Anche se ti avranno appena conosciuto.
E allora dì alla tua preferita che è bella, e diglielo ogni giorno. A 14 anni non sono ancora così maliziose da associare una gentilezza a un tappeto sul quale pulirsi i piedi, quindi vai sereno. E se ci riesci, fai i complimenti anche a chi non ti interessa.
Alla compagna di banco, a tua cugina, a chi vuoi. Cerca in loro una cosa che ti piace – il colore del vestito, degli occhi, dei capelli – e dillo. Imparerai così a concentrarti sulla bellezza e non su ciò che non ti piace. Nella vita ti servirà.

A 18 anni prendi una donna e trattala bene. Ha avuto quasi un lustro per riempirsi la testa di stupidaggini romantiche. Ha letto libri, romanzetti dove lui la prende tra le braccia e fanno l’amore davanti a un camino. Le protagoniste delle loro favole hanno sempre un happy ending. E lei lo desidera più di ogni altra cosa. E allora scegliti quella più allegra, quella dalla risata più contagiosa e falle vivere la sua favola. Ogni ragazza a 18 anni si merita la sua favola.
E ti prometto amore che mentre cercherai di renderla felice, lei renderà felice te. E allora tornerai a casa con gli occhi a cuore e io sarò gelosa.

A 25 anni sarai circondato da donne molto diverse tra loro. Che, non si sa bene per quale motivo, amano tutte il dramma. Si sono convinte che l’amore non è tale se non è sofferto e la cosa è alquanto complicata perché se ti comporti male sei uno stronzo, se ti comporti bene sei uno zerbino. E allora amore ti spiegherò come sorprenderle con le difese abbassate, come agire con furbizia, come destabilizzarle. Ti farò capire che un messaggio non mandato a volte fa più effetto di un mazzo di fiori, ma solo a quest’età. Non fare confusione.
Pagherai tutte le cene, perché non permetterò che mio figlio manchi di buone maniere.
Faremo lunghi discorsi sulla differenza tra corteggiamento e parità dei sessi. Il corteggiamento è educazione e l’educazione è il miglior biglietto da visita, in qualsiasi contesto. Quindi sii educato, paga la cena e non aspettarti un bacio. Ma sappi che se corteggerai come Dio comanda, i baci arriveranno presto. Corteggia e sparisci. Poi riappari. E se ne vale la pena, resta.

A 30 anni è il momento di cambiare un po’ strategia. Le donne hanno conosciuto la feccia presente sul mercato. Alcune ti odieranno per quel telefono che non hai fatto squillare. Ma se questo sarà stato il peggiore dei tuoi peccati, ti perdoneranno in fretta.
Sono state tradite, illuse. La loro dignità è stata calpestata. Hanno l’idea bizzarra che tutti i maschi siano uguali e che la felicità non sia roba adatta a loro. Molte sono indipendenti, hanno fatto pace con la piazza del loro letto che è rimasta troppo spesso vuota e si sono convinte che a loro piace così. Ad alcune piace davvero così. Altre invece fingono.
Adesso le donne vanno comprese sul serio. Bisogna ascoltarle. Andrai oltre alla loro voglia di controllo – che non è mai voglia di controllo – ma voglia di essere amate.
Sceglierai quella che non hai mai trovato prima e deciderai come impostare la tua vita.
Ma amala, chiunque lei sia. Che sia tempesta o arcobaleno. Che sia inferno o nuvola rosa. Che ti faccia sognare o che ti faccia impazzire. Amala. Perché una donna va amata il più possibile.
E se non la amerai più, mi auguro di averti insegnato come si dice un addio dignitoso, senza giri di parole, senza sostituire donnette facili nel mentre per prendere coraggio, senza fughe vigliacche di notte.
La guarderai e le dirai Addio. E poi ti perdonerai, perché non amare più la tua donna e lasciarla libera è un gesto di grande coraggio. E io sarà fiera di te.

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