Ti amo. Ti lascio. Ti odio.

Tanti anni da single, di primi appuntamenti da sogno e di primi appuntamenti di merda, avrebbero dovuto farmi diventare un’esperta in seduzione, una conoscitrice delle regole base per far capitolare un Homo Erectus ai miei piedi.

E invece stocazzo.

Sto scrivendo un libro che racconta di un sacco di cose, ma soprattutto di amore. E l’amore si sa, passa da finestre sempre troppo strette e da da buchi della serratura da cui non si vede nulla. L’amore nel mio caso è sempre stato composto da un 50% di bestemmie e da un 50% di autoironia.
Il libro parlerà di questo; di come trasformare le catastrofi sentimentali in storie divertenti e per farlo ho attinto dal mio rocambolesco passato sentimentale, quando single faceva rima con mannaggia-la-puttana-è-sparito-di-nuovo.

Ieri ho aperto un vecchissimo Mac dove all’interno sono custoditi i racconti dettagliati di tutti (tutti, giuro) gli uomini con cui sono uscita. Mi aspettano un casino di querele, già lo so.
Devo dire che i tizi sono tanti perché io da sempre accetto di buon grado la compagnia di sconosciuti.
Per curiosità, per disperazione, per noia, per distrarmi, per divertirmi. Già al liceo, se uno mi sembrava un tipo a posto e mi chiedeva di uscire, io ci uscivo. Una volta sola, senza impegno e senza aspettative. E così negli anni ho collezionato una serie poco invidiabile di Ci troviamo per un caffè e di Non voglio vederti mai più.
Con alcuni però la conoscenza è andata avanti e con questa anche i patemi d’animo.

E insomma, ieri leggevo e ridevo di quei racconti assurdi, di quei pezzi di vita che ora mi sembrano comicità pura, ma all’epoca mi avevano garantito un posto d’onore sull’autobus per Lourdes.
E tra una risata e l’altra non riuscivo a capacitarmi di come avessi fatto a sopravvivere a tanti No, a tante mediocrità, a tante illusioni, mantenendo negli anni un equilibrio decente.
Sono stata mollata decine di volte. E nella maggior parte dei casi con scuse davvero creative, che vi riporto testualmente (ma che troverete nel dettaglio nel libro).

1. F. ed io uscivamo insieme da un mese. Sapevo che si era lasciato da poco, ma la cosa non destava in me la minima preoccupazione. Ingenua ventenne che non ero altro.
Un giorno mi portò a fare aperitivo e mi disse: La mia ex ha detto che sei più bella di lei ed è gelosa. E siccome non voglio farla soffrire è meglio se io e te non ci vediamo più.

2. P. è stato uno dei grandi amori della mia vita. E ovviamente mi ha trattato di merda.
Dopo un anno di relazione a singhiozzo dove lui prima c’era e poi spariva, stavamo finalmente vivendo un periodo relativamente sereno. Fino a quando la mia migliore amica non lo scoprì mentre era intento a baciare un’altra ragazza. Lui le fornì questa spiegazione: Mi dispiace che tu ci abbia beccato, ma lei è la mia fidanzata. Stiamo insieme da sette anni. Mary non sa niente ma la chiamerò io domani per dirle tutto.
Sono passati 10 anni. Voi lo avete sentito?

3. G. quel giorno fu licenziato. Lavorava come project manager per un noto marchio di preservativi, cosa che ci garantiva una protezione sessuale gratuita e costante. Era un martedì e il suo capo gli presentò la lettera di licenziamento. Alla sera dopo aver fatto l’amore (protetto), mi guardò e mi disse Ho finito i soldi in banca. Capirai che sono costretto a lasciarti perché devo trovare una ragazza ricca che mi mantenga finchè non troverò un altro lavoro. Tu sei fantastica, ma vivi in 50 metri quadrati sui Navigli. Devo spostarmi di zona, tipo San Babila.

4. La prima sera che andai a letto con L. ero al settimo cielo. Lo avevo fatto aspettare un sacco perché all’epoca ero dell’idea che per conquistare un uomo occorresse non dargliela subito. Lui per un mese mi aveva corteggiato alla grande e io avevo deciso che era arrivato il momento giusto.
È stata una notte sensazionale, così mi disse, ma non posso avere una relazione con te. Da grandi relazioni derivano grandi responsabilità.
Ripeto. Da grandi relazioni derivano grandi responsabilità.
Vi ricorda qualcosa?
Tipo un film intitolato Spiderman in cui lo zio dell’eroe un attimo prima di morire dice: Da grandi doveri derivano grandi responsabilità.
Ricapitolando. Fui mollata un secondo dopo aver fatto l’amore, da un tizio che mi corteggiava da un mese, con una farse di merda riportata pure male presa da un film fantasy del 2002.

Ecco amiche. Ho tralasciato volutamente le mie reazioni perché alcune sono state poco signorili e vagamente violente.

Solo per dirvi che se sono sopravvissuta a tutto questo mantenendo un filo di dignità, c’è speranza per tutte.

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Questa voce è stata pubblicata in L'amore secondo MaryG, Relazioni, Uomini merdosi.

Commenti

  • Claudia Castaldini

    beata tu che hai avuto spirito di ironia e autocritica da esserti creata le spalle larghe, purtroppo ho un carattere sensibile e con quello che si trova in giro nonostante sia una ragazza in gamba, non credo troverò mai l’amore. Grazie per i tuoi articoli

    • totoro

      Ciao Claudia!
      Non è la prima volta che leggo in giro per il web commenti come il tuo. “con quello che c’è in giro” riassume molto bene il tuo punto di vista, che (se posso permettermi) é un punto di vista parziale e offuscato da tante delusioni.
      In giro c’è di tutto. Davvero di tutto. Ci sono uomini e donne meravigliosi, ci sono persone che non sappiamo apprezzare, altri di cui non sappiamo decodificare i comportamenti perché tanto diversi da noi. Si c’è anche del marcio, o comunque quello che secondo i nostri personalissimi parametri definiamo tale.
      Dici di essere una persona sensibile, fai della tua sensibilità la tua forza: sii capace di sentire, distingue, intuire…e di conseguenza scegliere. La sensibilità é un dono quasi magico, mi piace pensarlo come il corrispettivo realistico della sensitività. Sfrutta la tua sensibilità a tuo vantaggio, non è affatto una debolezza!

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