Grazie di tutto, Principessa

Se un giorno avrò una figlia, le racconterò che la Principessa Leila si mangiò Raperonzolo.

La prima ribelle, impavida, forte. Il più giovane membro del Senato Galattico, ha limonato con chi ha voluto, si è accoppiata per amore e per lussuria, e ha mandato a quel paese almeno 3/4 degli uomini che hanno diviso con lei la scena.
È sopravvissuta alla tortura con coraggio di un jedi, e non ha cantato a squarcia gola Dammi una lametta che mi taglio le vene, dopo la separazione dal suo amore, Han (o Ian) Solo. Anzi, in età matura l’ha rivisto e si è comportata da vera Signora.

E poi c’è quell’altra, quella sciapa, il cui unico merito è essere nata bionda, è rimasta triste e sola nella sua torre per anni, aspettando che un principe qualsiasi – il primo passato di lì per caso – si prendesse la briga di salvarla. La ricorderemo per sempre per la frase Raperonzolo buttami la treccia, e mai per un più onorevole Ho dato quattro calci in faccia alla veccia che mi rende prigioniera.
Clap Clap, che storia emozionante.

Non dimentichiamoci di Cenerentola, sguattera che ha supplicato l’aiuto di una fata sovrappeso e che ha ottenuto il suo finale felice solo grazie all’impegno costante di 4 topi. Della serie Se non ci fossi non avremmo voglia di inventarti.

Bianca che di cognome fa Neve, sarebbe ancora moribonda se un principe che vide una volta non se la fosse baciata. Per caso, ovviamente. Lui era sul suo cavallo a farsi i benedetti cazzi suoi, quando all’orizzonte è comparsa una quasi in decomposizione.

Fiona che era partita alla grande, accetta di sposare uno dei Gremlins pur di nascondere la sua vera natura di orchessa, ed essere bianca e magra per i secoli dei secoli. Ma si può?

La Bella Addormentata poi. Sonno eterno, brutalmente interrotto dall’arrivo di uno Laqualunque, ricordata dai posteri per aver messo il dito sul fuso di un arcolaio, – ma nella marmellata come tutti, ti faceva schifo? –
Cretina.

Tutte le principesse belle, graziose, con la pelle di porcellana. Inutili.

Leila no.
Leila è cazzuta.
Leila uccide da sola i suoi nemici.
Leila salva il suo Pene del cuore.
Leila si innamora di un contrabbandiere stronzo (batti il cinque amica).
Leila gli dice I love you, e si sente rispondere I know, ma nonostante questo non gli spacca la testa sulla prima roccia che incontra. Che aplomb ragazza.
Leila fancula umani e mostriciattoli pelosi con la stessa facilità.
Leila ha dei capelli di merda e se ne vanta un casino.

Leila è morta.

Nessun Happy Ending per l’unica Principessa della storia che valga la pena ricordare.

Fai bei sogni, Leila.

Che la forza sia con voi principessine varie, ne avete un gran bisogno.

 

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Questa voce è stata pubblicata in Costume e Società, MaryG world, Mondo femminile.

Commenti

  • totoro

    Ciao!
    Vorrei spezzare una lancia a favore delle favole con cui sono cresciuta.
    Lo so, oggi come oggi il ruolo della principessa é stato tutto rivisitato e le care vecchie principessine con la pelle candida non vanno più di moda, anzi vengono ritenute modelli dannosi per la crescita sana e vigorosa delle nuove avanguardie dell’emancipazione femminile.

    Però però però. Le favole sono qualcosa di più complesso di così, sono qualcosa di più complesso dell’immedesimarsi in toto in un personaggio e mitizzarne tutte le caratteristiche, interiorizzarle e riproporle. E i bambini lo sentono, le bambine lo sentono in tutta l’istintività del loro essere femmine. E crescendo capiranno che tutti i personaggi delle favole sono tutti parte di loro, tutti nessuno escluso. La principessina é la parte fragile e debole che sente il bisogno di essere salvata che ognuna ha, la strega cattiva le nevrosi, le paure che imprigionano, i vizi, le frustrazioni, le cattiverie che riserviamo a noi stessi e agli altri. I principi e i topolini tutto fare, anche quelli sono parte di noi, sono la nostra parte forte, coraggiosa, capace che tutti abbiamo e tutti dovremmo sviluppare per salvare la principessa di porcellana che é in noi.

    Quando una bambina cresce, attraverso le sue esperienze e la sua intuizione può maturare questa chiave di lettura rendendo queste favole qualcosa di veramente costruttivo, qualcosa che non rinnega le parti brutte e quelle fragili che abbiamo dentro in favore dell’eroina buona e senza macchia che si salva da sola. Nessuno é totalmente buono, nessuno é senza macchia, nessuno senza paure. Rincorrendo l’immagine di una donna tutta d’un pezzo che non deve chiedere mai si rischia di mentire anche a sè stesse e ritrovarsi a condividere su fb immagini che accusano la Disney di aver creato esempi distorti e aver conseguentemente mandato a rotoli la nostra vita sentimentale.
    É molto più sincero e realistico riconoscere e accettare tutte le sfaccettature del nostro essere, dalla principessa, alla fata magica, dalla strega al principe azzurro e riconoscere l’happy ending che ci sta tanto a cuore in nient’altro che un equilibrio tra le parti.
    Io, se mai avrò una figlia, le farò vedere ben volentieri i grandi classici e le suggerirò che lei é la principessa ma anche il principe, la strega e i topolini.

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