Melania, non mi fai nessuna pena

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Melania, ti racconto cosa mi disse una volta mia madre.
Fai le tue scelte, ma poi non lamentartene.
Ecco, potremmo chiuderla qua, Mel.

Il mondo ti fotografa con il capo chino, l’espressione da Vergine Pentita. I meme sulla differenza tra i comportamenti di tuo marito con te, e quelli di Obama con Michelle, si sprecano.
Tu stai insieme ad un cafone e l’universo ti compatisce. Uno che non ti guarda mai negli occhi e quando lo fa  è per fulminarti. Non ti bacia mai con tenerezza, e la mano te la prende di rado.
Twitter si è schierato dalla tua parte. È nato l’hashtag #FreeMelania. Come se tu fossi un orsetto alla zoo recluso contro la sua volontà.

Ma tu non sei un orsetto catturato dai bracconieri cattivi.
Tu sei una donna intelligente.
Eri una super modella fichissima che ha lavorato con Mario Testino ed Helmut Newton. Helmut Newton signore santo! Hai girato il mondo, sei apparsa su Vogue. Su Vogue Melania! E poi che fai?
Ti metti con Donald Trump.
Allora sei cretina.

Vorrei dirti che mi dispiace per te, che il pianeta è pieno di stronzi e che quelli molto ricchi di solito lo sono un po’ di più.
Vorrei dirti che l’uomo che ti dorme accanto si è portato a letto 3/4 delle modelle della Fashion Week di New York e che tu probabilmente all’inizio eri solo un’altra tacca sulla sua cintura placcata d’oro di Hermes.
Vorrei dirti che forse ti tradirà e forse ti ha già tradito. Perché gli uomini così di solito lo fanno.
Vorrei dirti di scappare, di salvarti, di amarti.
Ma non farò niente di tutto questo, Meli.
La tua vita te la sei scelta tutta, dall’inizio alla fine.
Sei stata una delle poche donne che sapevano esattamente con chi avrebbero diviso il talamo. E in quel talamo ci sei saltata dentro con piedi e vagina. La tua è stata una decisione libera. Liberissima. Di cosa ci stiamo lamentando dunque?

Hai una vita di merda amica? Può darsi.
Ma è colpa tua.
Come quando usciamo con uno che ci tratta di merda, e continuiamo a uscirci. Per non stare sole, perché siamo innamorate, perché amiamo più lui di noi. Non si fa.

Insomma siamo seri. Ci stai insieme da vent’anni. Ci hai fatto un figlio. Lo conosci, eppure gli sei ancora a fianco. Moglie ideale o pietosa crocerossina?
Hai pure assistito a quel patetico teatrino nel quale disse che se Ivanka non fosse stata sua figlia lui se la sarebbe fatta. Sua figlia santoddio, una cosa che mai dovrebbe sfiorare la mente di un papà. E tu hai sorriso alla sagace battuta e magari quella notte gliel’hai pure data.

Sei la terza moglie, una è stata abbandonata e l’altra è fuggita. Questi più che campanelli d’allarme sono le campane di Notre Dame con tanto di Quasimodo che gioca con i Gargoyle.

Eppure tu ti sei fatta abbindolare dal fascino dell’uomo potente, vi siete frequentati degli anni, e poi ti sei lasciata condurre all’altare. Io questo lo capisco. Hanno scritto antologie sul binomio donna-uomo di potere,  e devo dire che anche su di me esercitano un certo fascino.
Ma Donald no.
Donald mi farebbe vergognare di tutte le mie scelte passate. E pure di quelle future.

Insomma Mel. Non sei una vittima.
Sei una donna adulta pensante che ha messo sulla bilancia un sacco di cose.
Soldi, potere, fama, magari del sesso da urlo, chi lo sa. Forse Donald è un cuoco sopraffino e c’è l’ipotesi che adotti cuccioli abbandonati quando nessuno lo vede. Può darsi che sia un uomo meraviglioso e che la facciata del misogino maschilista sia una maschera per superare un’infanzia difficile, chi lo sa.
Quel che è certo però è che pubblicamente ti tratta come tratterebbe la cimice che gli si è posata sulla giacca, ma evidentemente tu, nei tuoi calcoli, hai deciso che ne valeva la pena. E io ti rispetto per questo.
Ma la faccia da vittima non ti è concessa. Almeno per rispetto a tutte le donne che vittime lo sono per davvero.
Quindi tira indietro le spalle, alza il mento, sii orgogliosa di quel Neanderthal che chiami Marito e piantala di fare l’espressione di chi sta salendo al patibolo. Rispetta la tua scelta, altrimenti vattene. Fai le valigie e dimostra al mondo che puoi essere fichissima anche l’uomo più potente del mondo. Soprattutto senza l’uomo più potente del mondo. 

freemelaniatrump

Questa voce è stata pubblicata in Costume e Società, MaryG world.

Commenti

  • giuseppe brunetti

    Bravissima, gran bell’ articolo.

Costume e Società

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