Amore Tossico

Ci inciampi negli amori tossici. Ci inciampi perché nessuna persona dotata di un minimo di cervello desidera farne entrare uno nella propria vita. Lo sappiamo come agisce, ce l’hanno raccontato, l’abbiamo visto con le nostre amiche, e abbiamo promesso che noi no. A noi non sarebbe capitato.

Lo s’incontra per caso, Amore Tossico, che all’inizio non sembra tossico per niente. Anzi, sembra bello, nuovo, stimolante. Sembra la prima cosa di valore dopo tanto tempo. Sembra un regalo mandato dall’alto come premio a tutte le sofferenze. E lo si fa entrare. Piano piano, perché siamo esperte. Conosciamo a memoria tutti i rischi di aprire le porte del nostro cuore a uno sconosciuto, sappiamo che dobbiamo essere caute, anche se ci piacerebbe essere noi stesse. Apriamo mini finestre e piccole feritoie, e lui le spalanca, ci fa credere di avere bisogno di noi, che solo noi possiamo salvarlo, che solo insieme faremmo cose eccezionali. Ci crediamo, è un bel sogno, vogliamo che lo sia. 

Qualcosa stona dall’inizio.

Di solito Amore Tossico è un quadro stupendo, che guardi da lontano e ti sembra perfetto, colori giusti, proporzioni giuste, emozioni amplificate. Man mano che ti avvicini però è tutto meno nitido, trasparente.   I colori si fanno mischiati, subentrano frasi stonate come Non sono pronto per una relazione. Una delle caratteristiche di Amore Tossico è la mancanza di certezze concrete, accompagnate da una miriade di certezze emotive.

Però mi piaci.

Però sei importante.

Però non voglio perderti.

E mentre noi ci concentriamo sulle sue parti belle – moltissime – non riusciamo a vedere lo schifo che ci circonda – infinito -.

E in un attimo ci troviamo aggrovigliate nella rete da pesca di Amore Tossico, senza renderci conto che non ci vuole come protagoniste della sua vita, ma non ci vuole nemmeno perdere, ci regala il ruolo di magnifiche comparse, e ne siamo talmente affascinate, siamo talmente dentro a questa trama fatta di merda e sangue, che ci sta pure bene. Passiamo nel giro di una settimana ad essere giocatrici titolari, a non staccare il culo dalla panchina.

I primi tempi sono facili. Annusiamo che qualcosa non stia andando nel verso sognato e proviamo a ribellarci. Siamo abituate a uomini che rinunciano a noi con facilità, che alla prima sceneggiata, ai primi piedini che si impuntano, scappano. Ma Amore Tossico no. Resta, capisce, rassicura. E si fa largo tra le nostre paure, le abbatte, diventa una persona fidata, di cui ci innamoriamo sempre di più, ci stupisce la sua caparbietà e la lucidità con cui sembra volerci nella sua vita. Più cerchiamo di divincolarci, di dirgli che è finita, più lui sembra disperato, bisognoso, coinvolto. Più restiamo e più ci fa sentire inutili, perse, umiliate. 

Andarsene davvero, quell’andarsene che non è discorso scialbo, ma coerente decisione, è difficilissimo. Perché una delle caratteristiche di Amore Tossico è darci e toglierci certezze con la stessa facilità.

C’è un giorno. Poi sparisce due. Se protestiamo ci dice che ha tanto da fare. E ci sentiamo delle sceme pretenziose. Allora aspettiamo che sia lui a fare il primo passo e lui lo fa, e fa pure il secondo, il terzo, il quarto, fino a quando non siamo di nuovo disponibili a farlo entrare. E lì arriva un’altra mazzata.
Non posso.
Sei troppo.
Sono fidanzato.
Mi piacerebbe, ma.

I suoi tentacoli sono dappertutto e liberarsi è difficile perché ormai ha creato fiducia, ma soprattutto dipendenza. Se siamo determinate ad andarcene lui ci convince a restare facendoci sentire importanti, quindi rimaniamo, stiamo a guardare distruggerci pezzo dopo pezzo.

Perché lo fa?
Per ego, principalmente.
Per sanare una sua insicurezza.
Per sentirsi desiderato.
Perché si sente potente.
Perché è un gioco.

Purtroppo Amore Tossico nella vita capita a tutte. Anche a quelle che avevano giurato che a loro mai. Anche a quelle che si definiscono più esperte. Anche a quelle che ci sono già passate. Com’è possibile? Perché abbiamo l’illusione di essere ad un passo dalla vittoria. Che se staremo ancora un po’, se insisteremo, se porteremo pazienza avremo il nostro agognato premio. Ma lui non è un premio, è una condanna. Una persona in grado di renderci insicure, di farci provare montagne russe umorali, di essere l’artefice delle nostre giornate tristi, non è un premio, è una bestemmia.

Ripetiamolo finché non ce ne convinciamo. È una bestemmia.

E allora salviamoci, scegliamo noi stesse. Scegliamo di amarci e metterci al primo posto. Capiamo che un uomo che ha bisogno di essere salvato di fatto non si salverà mai. Che se un uomo ci vuole, ci vuole e basta, e non ci vuole come amica, ci vuole come confidente, ci vuole come amante e poi Tornatene a casa tua.
Pensiamo che non possiamo dare il potere ad un uomo di farci sentire non amate. Non possiamo dare a qualcun altro il potere di farci felici. Amore Tossico non ci amerà mai. Non costruirà nulla con noi. Non ci porterà niente di buono. Possiamo però dargli un calcio in culo e ricominciare.

È liberatorio, ve lo garantisco.

 

Questa voce è stata pubblicata in L'amore secondo MaryG, Uomini merdosi.

Commenti

  • Giulia

    Sembra la descrizione della mia ultima storia… credi di poter essere tu a salvare lui, ma alla fine è lui che fa affogare te. Per fortuna alla fine ho avuto il coraggio di chiudere… voglio troppo bene a me stessa per accettare tutto questo.

L'amore secondo MaryG

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