Confessioni di una curvy felice

Ciao, sono innamorata di me

È facile prendere un corpo imperfetto e scovarne le imperfezioni.
Mi guardo allo specchio ogni giorno, più volte al giorno, e quasi sempre sono nuda.
Ho le cosce grosse. Ed è oggettivo.
Ho il culo enorme. Ed è oggettivo.
Non ho mai avuto la pancia. Almeno prima del cesareo. Ora ho la pancia. È oggettivo.
I fianchi sono larghi. Ed è oggettivo.
Sono un bersaglio mobile per i bulli, potrei esserlo, se solo mi focalizzassi su quelle cosce, quel culo, quella pancia che prima non c’era e adesso c’è, su quei fianchi. È una scelta. Potrei ammirarmi allo specchio e pensare di fare schifo. Potrei farlo, tanta gente lo fa.

Poi però penso che la felicità e l’amore per se stessi siano una scelta, bellissima.

Allora potrei non guardarmi affatto. Abbassare la testa davanti a una vetrina, distogliere lo sguardo dall’immenso specchio che mi aspetta uscita dalla doccia. Che vita di merda però.
Potrei migliorare. Magari mangiando meglio e soprattutto meno, aumentare l’attività fisica è escluso considerato quanta già ne faccio.
Ma mi interessa davvero dimagrire? No, altrimenti ci avrei già pensato.
Interessa agli altri.

Dimagrire è un’ambizione sociale. Se sei magra sei una vincente.
Se sei magra piaci agli uomini.
Il grasso è un tabù. I ciccioni fino a pochi anni fa erano relegati in antri bui aspettando qualcuno che si muovesse a compassione.
Poi è nato il fenomeno curvy, ci hanno detto che potevamo sentirci belle anche con dei chili in più, ci abbiamo creduto. Ma io ci credevo già. A me non hanno dovuto convincere proprio di nulla, per il semplice fatto che mi è sempre piaciuto quello che vedevo.
Chili, anni, rughe. Che saranno mai.

E questo perché non mi sono mai focalizzata sulle cosce, sul culo, sulla pancia, sui fianchi.
Mai. Ci sono, mi fanno compagnia, forse ci saranno sempre, forse un giorno mi guarderò allo specchio e non mi piacerà quello che vedrò e allora cambierò.

Al momento mi scruto e vedo delle tette da urlo: ed è un fatto oggettivo.
Ho un sedere enorme sì. Ma è alto, altissimo, e questo è un prodigio della natura pensando che non ho una sola goccia di sangue africano o caraibico nelle vene. Il mio culo è una sorta di miracolo, che tengo sodo a colpi di squat. E anche questo è un dato oggettivo.
Poi c’è la mia faccia che mi piace tantissimo. E non sono oggettivamente bella (chi lo è?) ma soggettivamente potrei avere orgasmi multipli pensando alla mia faccia.

Questo è il punto.
Ognuno di noi fa schifo, a pezzi. 
E ognuno di noi è meraviglioso, a pezzi.
Si tratta della solita storia del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto; per me il bicchiere vuoto è un bicchiere dove ho già bevuto ed è perfetto così. Il bicchiere pieno è uno dove berrò, e va bene così. Vinco sempre. Va bene sempre. E soprattutto vado bene sempre.

Non piaccio ad un uomo perché sono grassa? Sticazzi.
A me non piacciono gli uomini troppo bassi, gli ignoranti, gli omofobi, gli aridi sentimentali. Non si può piacere a tutti e ci sta che qualcuno ami mettere le mani su poca carne. Francamente non è un problema mio, né un cruccio che deve cambiare la meraviglia che vedo quando mi guardo allo specchio. Continuerò con il mio tapis roulant perché amo sentire il rumore sordo del mio culo quando qualcuno lo schiaffeggia, e continuerò a sedermi a tavola con gusto, perché adoro mangiare. E bere. E fare l’amore.

Dicono che le donne grasse siano più brave a letto. Io non credo che sia una questione di taglia, né tantomeno di massa corporea.
Credo si tratti di consapevolezza. So chi sono, cosa mi piace, cosa mi diverte. E non ha nulla a che fare con il numero che compare quando salgo sulla bilancia.
Le donne brave a letto sono quelle che si spogliano senza imbarazzo, che si toccano e si lasciano toccare, sono quelle che prendono l’iniziativa perché sanno che un rapporto sessuale è come una partita a tennis. Entrambi i giocatori devono passarsi la palla.
Si tratta di accarezzare un corpo e sentirlo vibrare sotto le proprie mani, annusare, assaggiare, toccare, sussultare. E per farlo, e per fare tutto ciò, occorre amare il proprio corpo, esporlo con entusiasmo, perché se sono nuda davanti a un uomo, ci sono io, e non Charlize Theron, e a lui va bene così, perché le mie forme le ha già intuite da sotto ai vestiti.
Se non gli fossi piaciuta non saremmo arrivati a spogliarci, e quindi tanto vale che mi guardi, tanto vale che io mi scopra e che gli faccia passare una notte magnifica.

Le donne brave a letto sono coloro che hanno consapevolezza del proprio corpo. Che lo sanno usare. Che non si vergognano a dire che la masturbazione è cosa sana, che chiedono quello che vogliono, senza fingere orgasmi, senza dare soddisfazioni dove non ce ne dovrebbero essere.

Le donne brave a letto hanno stretto un sodalizio con se stesse, io mi amo, tu mi ami, una storia d’amore destinata a durare per sempre.

Le donne che si amano, amiche, sono l’ottava meraviglia del mondo.

PS: Siccome la masturbazione è cosa serissima, ed è più divertente quando è supportata da chi sa fare il proprio dovere (Dildo, Dio vi benedica), vi segnalo Pleasure 4 You, un sito di sex toys che è la fonte principale del mio instancabile ottimismo: Pleasure4You.it.

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