Relazioni

Amami Uomo

Che complicazione amare una come me, lo so oggi, lo so da sempre, ma oggi di più, oggi che ho un uomo che qualche anno fa non avevo e vedo quanta fatica ci mette ogni giorno per fare del suo meglio per rendermi felice.

Perché ho un bisogno costante di attenzioni, di cure, di passione amorosa.

Voglio tanto, ma quel che è peggio, è che voglio tutto. E per tutto intendo tutto sul serio, mica è un modo di dire; l’amico, l’amante, il terapeuta, il papà, il consigliere, il braccio destro e pure quello sinistro, la soddisfazione vaginale che santoddio è sacrosanta, e pure l’evoluzione. Sì perché ho 32 anni e devo evolvere, devo essere sempre di più, io che ho un registro scolastico in cui segno i voti brutti, quelli belli, le assenze e a fine anno mi do la pagella, tiro le somme.

Più che una fidanzata sono un mutuo quarantennale con scadenza mensile e il rischio è che se non paghi, se non mi vuoi, me ne vada e lasci il vuoto.

Creo dipendenza emotiva, m’hanno detto.

Creo dipendenza come una droga, e non è cosa bella, perché dopo un primo entusiasmo, dopo il mondo a colori, le luci psichedeliche, dopo l’adrenalina, gli abbracci, le canzoni urlate, c’è l’abisso.

Vado in pretesa, m’hanno detto. 

Pretendo tanto, tutto, e chissenefrega se do tanto, perché la verità è che non do tutto. Do tanto, tantissimo, ma tengo un cuscino morbido per gli atterraggi estremi. Le mie amiche, delle quali non mi scordo mai e che hanno sempre il loro tempo accanto a me. I miei viaggi da sola. Quell’insofferenza tipica di chi sta ancora crescendo. La mia indipendenza. Il mio lavoro. Le mie passioni. I miei cani. I miei spazi. Il mio letto. Il mio armadio che una volta era il nostro, ora è solo il mio, a lui riservo la cassettiera, ho tanti vestiti. Ingombranti, come lo sono io. Io e i miei aggettivi possessivi. 

Non rischio, m’hanno detto.

E questo è stato un bel colpo al cuore. Perché io pensavo di essere una coraggiosa, una Braveheart veneta che si scaglia sui nemici con la spada sguainata, per rendermi conto, a un’età in cui non bisognerebbe più stupirsi di sé, che le battaglie le guardo da lontano, con un bicchiere di vino nella mano destra, e una sigaretta nella mano sinistra. Non rischio è vero. Ma in mia difesa posso dire che in passato ho rischiato tanto e ho perso tutto. Amori, dignità, pezzi di pelle e quel che è peggio pezzi di cuore. Adesso basta, abbiate pietà.

Ti ami troppo, m’hanno detto.

E il sottotitolo era Devo amarti troppo pure io. Sì. Amami troppo perché un troppo non esiste mai. Non ho mai sentito di gente infelice perché troppo amata. Si odiano i troppo poco, quelli feriscono, ammazzano, lasciano immobilizzati. I troppo vanno bene. Che problemi abbiamo con il troppo amore? Quanta paura si può avere? Infinita, dicono. E perché allora l’amore dovrebbe essere misurato. Spiegatemelo perché faccio fatica. Ergiamo pareti, muri, castelli, abbiamo arcieri che scagliano frecce di fuoco e poi tutti – tutti – scappano davanti a un cuore che si mostra. Che diavolo stiamo combinando?

Amami cazzo. Anche se sono un mutuo quarantennale, perché sono il mutuo della casa che hai visto, che ti è piaciuta e che hai voluto.

Amami perché ho il giardino che piace a te, la struttura che piace a te, sono pure esposta a sud, sono calda. 

Amami anche se ci sono i pavimenti da rifare e le pareti da imbiancare. Amami anche quando dovrai andare da Leroy Merlin la domenica pomeriggio per creare quel punto di verde perfetto per i muri della cucina, e Leroy Merlin la domenica pomeriggio è da amore vero.

Amami perché ho la taverna con il camino se hai freddo, e che fa figo anche se ci sono 40 gradi.

Amami perché ti prometto una vita piena, e allegra, e piena di gente e anche solo con noi due, che io quando amo non ho bisogno di nessun altro. Un divano, un film, dei pop-corn, fare l’amore. Cos’altro è la felicità? E a casa nostra (vedi che non uso solo aggettivi possessivi?)ci sarà sempre una musica di merda, perché io ho gusti musicali terribili, ma quelli si cambiano.

Amami e ti prometto che non ti annoierai mai e che riderai tanto, tantissimo, che faremo cose bellissime, che viaggeremo, che ci insegneremo verità alle quali da soli non saremmo mai arrivati.

C’è la struttura. C’è la taverna con il camino. Mi basta una mano di vernice e sono la tua casa dei sogni.

Amami uomo.


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