Caro Babbo Natale io e PuntoG ti aspettiamo

Caro Babbo Natale,
conta il pensiero, dicono alcuni.

Evidentemente questi alcuni, non hanno mai ricevuto dei regali di merda.
Io sì, a bizzeffe, quindi per cortesia collaboriamo e vediamo di portare a casa qualcosa che non assomigli a una teiera cinese, a una cornice fatta con pagine di giornale, ad acquerelli per il body painting, che è già tanto che mi metta decentemente l’eye-liner, figuriamoci dipingermi il 99% del mio corpo come se fossi una Monet qualsiasi.

Tu esisti lo sappiamo, e sei pure maschio, di conseguenza è molto probabile che cannerai il regalo di Natale. Ed ecco perché ti sto scrivendo.
Non che non mi fidi, ma in quanto maniaca del controllo preferisco indirizzarti, mostrarti la strada, meglio se con insegne luminose che il Cocoricò a confronto è un sobrio ospizio per anziani.

Vorrei cominciare dicendoti che quest’anno sono stata buona, ma è una bugia.
Sono stata petulante, ho finto la febbre in un paio di occasioni per perdonare a me stessa un intero sabato a guardare Narcos, ho dato la colpa a mio figlio di una puzzetta in ascensore, ho improvvisato una demenza giovanile di fronte a impegni scordati, ho mentito, mi sono burlata di intere categorie maschili incurante del loro fragile ego, e ho commesso atti molto impuri senza che sul mio dito ci fosse l’ombra di una fede nuziale. Quindi sono una brutta persona, ma siccome tu non sei né Gesù né Santi Licheri, non occorre che mi giudichi.

Poi ho fatto anche tante cose belle che non ti sto ad elencare, perché sono umile e tu sei dappertutto, quindi le avrai viste sicuramente. Facendo un bilancio direi che a conti fatti mi merito un regalo, meglio due, facciamo tre.

1.Vorrei tanto che mi regalassi un menù degustazione.
Perché lo sai Babbo. Quando c’è da mangiare e da bere come un dugongo io sono sempre in prima linea. Il problema è che ho superato i 30, e devo accettare che preferisca ingozzarmi come un condannato a morte davanti all’ultima cena, piuttosto che avere il culo di Belen, quindi se mi regali un cofanetto dove se magna e mi alcolizzo, potrò continuare a rimandare la palestra a cuor leggero – solo quello, ma sticazzi -.

2.Sotto l’albero mi piacerebbe qualcosa che non posso regalarmi da sola. Anche perché ammettiamolo. Se posso comprarmi una cosa per conto mio, perché dovresti prendermela tu? Che ci stai a fare Babbo Natale?
Quindi direi che questo sia l’anno giusto per la Birkin di Hermes, che quella sì che fa figa, altro che Pandora. E se stai storcendo il naso pensando a quanto io sia choosy, sappi che me la merito, la Birkin. Lavoro da millemila anni e nonostante ciò sappiamo entrambi che, o cambio fidanzato o non me la potrò permettere mai. Quindi sii generoso e pensaci tu.

3.E poi, se mi è dato aggiungere ancora qualcosa, vorrei pensare un po’ a me stessa.
Tu risponderai che mi hai già comprato del cibo e una borsa, e in effetti non ho domandato la pace nel mondo, però io parlo di qualcosa per me stessa davvero, per la me più profonda, per la me più vivace.
Vorrei un orgasmo.
Sì okay, detta così non suona benissimo. Però devi capire che gli orgasmi sono come gli attori famosi: tutti dicono di averne incontrato uno e poi scopri che quell’uno era una comparsa di un musical e beccata per caso 15 anni fa. Non conta.

Io voglio un orgasmo come quelli che vedo nei film. Voglio un orgasmo che mi scuota tutta, che mi faccia la pelle luminosa, che le gambe si piegano, che gli addominali si contraggano. Voglio un orgasmo che non mi faccia abbandonare il letto per due giorni, uno di quelli come le ciliegie, ne assaggi una e vuoi tutto il pacchetto.
Ecco, voglio L’ORGASMO.
Quello che poi sono tutta un aaa e un ooo e il letto si bagna e mi si bagna pure il cervello, che la vagina senza il cervello è un po’ come il potere senza il controllo.
Quindi.
Voglio un vibratore che scopra il mio punto G, che io non ho tempo. Voglio un vibratore che mi faccia pensare a tutte le notti sprecate con maschi che non riconoscevano il clitoride dal monte di Venere. Voglio un vibratore per il PuntoG che appena inzia a fare zzz io inzi a fare sìì e sia tutto un zzz e un sìì.
Sono una donna, non sono una santa. E soprattutto sono una donna stressata che ha bisogno di un po’ di amore solitario, di quelli che ti prendi due minuti per te. O due ore, se il bambino dorme e la lavatrice è stesa.
C’è chi va a fare la spesa, chi si fa una maschera e chi si regala una mezz’ora di Amore bagnato amore fortunato. Insomma, ci siamo capiti.

E poiché sei Babbo e maschio, ti aiuto pure nel trovare sto Sacro Graal della vagina, sto Brad Pitt delle casalinghe, sto tesoro dei pirati: www.pleasure4you.it

Anche perché ammettiamolo; non è vero che l’attesa del piacere è essa stessa piacere.
Io non godo quando penso di mangiarmi una Sacher Torte. Io godo quando l’ho assaggiata e soprattutto quando l’ho mandata giù.

Quindi almeno tu, vedi di venire presto, che ho una certa fretta.

In fede tua,
MaryG

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