Caro Orgasmo ti scrivo così mi distraggo un po’

Ciao Orgasmo,
tu conosci me e io conosco te.
Che poi conoscerci. Ci conosciamo come quei vicini di casa che si sono guardati di sottecchi per un po’, chi è quello, cosa vuole, speriamo sia silenzioso e poi piano piano, nel corso degli anni abbiamo optato per un avvicinamento.
Hai del latte che sono rimasta senza?
Mi è avanzato del panettone, gradisci?
Gradisco, gradisco.

La prima volta che ci siamo incrociati io ero giovane e soprattutto sola. Io, me stessa, me medesima, insomma io.
E tocca un po’ qua, e tocca un po’ là ed eccoti, che hai bussato alla mia porta con un mazzo di fiori in mano, come il tizio che non era aspettato, ma che alla fine si lascia entrare volentieri. Sei stato un petardo, di quelli che durano poco e fanno un casino pazzesco. BUMBUMBUM. Fine, tutti a casa, è stato bello, magari ci riprovo.

Dopo qualche anno hai fatto finta di arrivare, come la posta prioritaria che non è mai prioritaria e tu rimani come una scema ad aspettare il tuo pacco.
Lui, un ragazzo che diceva di amarmi. E mi avrà anche amato non lo so, ma di certo non sapeva come amarmi perbene. Perché okay la poesia, il sentimento, ma se mi ami impari anche a toccarmi.
E ricordo che mi toccava il clitoride come si suona il citofono DRINDRIN c’è nessuno? No ovviamente, non c’è nessuno e se mi tocchi così chiamo pure la polizia.
E allora tu caro Orgasmo ovviamente non arrivavi, ma io facevo finta di vederti. Perché ci sono casi in cui l’unico modo per fermare un’agonia con eleganza, è fingere.
E dunque ti mimavo, come quelli che fingono la presenza degli defunti durante le sedute spiritiche. Ecco l’orgasmo, l’orgasmo.
Sei venuta?
Ma certo.

E per un certo tempo mi sentivo pure un po’ triste perché ti incontravano tutti, Amico Orgasmo. Nei film, nei libri, nelle conversazioni.
Ho incontrato uno guarda, che mi ha fatto di quelle cose…
A me al massimo facevano ridere, che una risata allungherà pure la vita, ma l’orgasmo la rende più bella.

Verso gli anni universitari le mie coinquiline mi hanno regalato un vibratore e da lì la conoscenza del mio corpo è cambiata. Scopri un po’ questo, un po’ quello, no aspetta sta cosa fa schifo, mmm senti, la magia. Finalmente.
E nel capire che non mi bastavano due mani sul seno per avere un orgasmo, ho pure incontrato un paio di tizi che ci sapevano fare.
Non quelli che ti palpano le tette come si palpano gli avocado, non come quelli che dal salumiere Le ho messo due chili, che faccio lascio? Ma che lasci, che ho una vagina mica il tunnel del Monte Bianco.
Non come quelli che ti leccano le orecchie sperando che tu muggisca di gioia.
No, parlo di gente che ci sapeva fare davvero, che capiva quando sfiorare e quando calcare la mano, quando baciare e quando fermarsi, quando entrare e quando uscire, che siamo sì Donne oltre le gambe c’è di più, ma quell’oltre mica è alla portata di tutti. Solo dei capaci.

E con gli anni ho cercato di spiegare alle mie ragazze (e soprattutto ai loro fidanzati),che non siamo come una macchina che basta una chiave per accenderci, noi ahimè necessitiamo pure di sensibilità, di una buona conversazione e spesso anche di un bicchiere di vino (che con un panino è la felicità), e che non a tutti è dato il privilegio di vedere una donna che si contorce dal piacere, dal piacere vero, senza giocare a fare la Meg Ryan qualunque. Che il corpo femminile è roba da professionisti, e alcuni ci nascono, altri non ce la fanno, altri ancora li fabbricano e il risultato è garantito. Tipo il rimmel che sta bene a tutte.
Ecco, quelli che vengono fabbricati, altresì detti vibratori (e una menzione particolare agli ultimi in commercio ovvero i falli realistici, che dio li benedica), magari non manderanno dei fiori – ma se vogliamo neanche più gli eterosessuali -.

E magari non ci chiameranno il giorno dopo – ma se vogliamo neanche più gli eterosessuali-.

E magari non ci pagheranno la cena – ma se vogliamo neanche più gli eterosessuali -, ma con un vibratore, il risultato è garantito.

E scusate se è poco.

Ciao Orgasmo, ci vediamo tra poco.

Chi di voi può dire lo stesso con un uomo?

E siccome i vibratori sono tanti e come i viaggi vacanze ognuno è adatto a persone diverse, vi lascio un link dove trovare – finalmente – quello che vi calza a pennello, e che possa essere il fallo realistico che avete sempre desiderato!
www.pleasure4you.it

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Commenti

  • Teo

    Sicuramente è importantissimo per noi uomini saper capire i vostri segnali oltre a cosa e come fare per farvi raggiungere il piacere. Da parte vostra però ci dovrebbe un pizzico di altruismo ed essere la guida per quelli che hanno bisogno di un aiuto, poi se sono incapaci o non riescono o peggio non vogliono allora si meritano ahimè il vostro finto orgasmo.

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