Diciamo alle bambine che…

Diciamo alle bambine che sono molto più che belle, che esiste qualcosa di decisamente più importante di un paio di occhioni azzurri e di una chioma di capelli folti come quella di Rapunzel. Che non ha importanza se sono nate carine, perché essere carine non è un merito, ma una botta di culo data da qualche cromosoma vincente, che domani potrebbero crescere e perdere quel tratto che le rendeva inconfondibili, che il mondo è pieno di belle donne e pure di donne normali con un buon make-up e persino di donne bruttine che però possiedono buon gusto e un ottimo parrucchiere e che con i filtri Instagram e uno smartphone può essere provocante e affascinante quasi chiunque e se diventa una sfida tra chi è più figa, si perde sempre.

Diciamo alle bambine che alla bellezza ci si abitua, ma di un cervello stimolante non si potrà mai fare a meno. Che gli uomini dopo un po’ si stancano di non ridere e guardare e basta e soprattutto che chissenefrega degli uomini perché ci sono cose più importanti e con una buona autostima, un’ottima educazione e una testa pensante si può andare dappertutto, non solo nel letto di quello che ci piace. Dappertutto. Diciamo alle bambine che il limite è il cielo, che possono fare quello che vogliono, che non esistono cose da femmine e cosa da maschi, ma cose che piacciono e cose che no, cose per cui si è adatte e altre meno e che comunque la costanza e la determinazione rimpolpano dove la natura ha mancato.

Diciamo ogni giorno alle bambine che sono intelligenti e importanti, perché quando ci si sente intelligenti e importanti per qualcuno, si diventa imbattibili. Si diventa forti. Si diventa chi si vuole essere.
Diciamo alle bambine che sono amate, perché tutto ciò che si sentiranno togliere in affettività da piccole, lo ricercheranno negli amori sbagliati da adulte e allora basta dirlo ad alta voce: Sei amata, sei amata anche oggi, sei amata sempre e questo tassello si unirà ad altri tasselli che completeranno il puzzle dell’amore verso se stesse e chi si ama allontana quelli sbagliati.

Diciamo alle bambine che un bacio è uno dei momenti più belli di una storia d’amore, ma non è detto che ad un bacio segua una storia d’amore. Che il Principe Azzurro esiste solo nei cartoni Disney e che la presenza è meglio di un mazzo di rose. Ma che una cosa non esclude l’altra, quindi che piangano pure davanti a un mazzo di rose, che il romanticismo è una cosa serissima. E importante. E bella.

Diciamo alle bambine che nella vita probabilmente dovranno faticare il doppio di un uomo per essere considerate meritevoli la metà. Che se avranno successo nel lavoro qualcuno dirà sempre che hanno fatto un pompino al capo. O che hanno un padre, un fidanzato, un fratello, un amico che è il responsabile della loro ascesa, perché l’Italia è ancora un paese dove si fa fatica a considerare la vagina alla pari del pene.

Diciamo alle bambine che il corpo è loro e possono farci quello che vogliono, ma solo se lo vogliono. Possono andare a letto con chi desiderano, possono scopare la prima sera, o dopo 3 mesi, con uno appena conosciuto o con il fidanzato storico, che puttana è solo una parola per discriminare, che al maschile si chiama playboy e il playboy è figo,e  allora anche tu bambina sei figa. Ma non sei figa perché fai sesso occasionale, sei figa perché fai quello che ti fa stare bene lasciando da parte la morale comune, anzi, ti ci fai un bidè con la morale comune, perché sai che anche dietro alla famiglia del Mulino Bianco si nascondono le peggiori perversioni. E le tue decidi di vivertele a cuor leggero, che tanto l’inferno non esiste e se esistesse conterrebbe gente che ne ha fatte di peggiori. E saprai che il tuo corpo è fatto per darti piacere e se qualcuno lo usa come a te non piace devi andartene.

Diciamo alle bambine che la cosa più importante è la coerenza. Vero se stesse. Che non importa che vogliano fare la ballerina o la cowgirl, guidare macchine sportive o stare nel sedile del passeggero. Non importa che sappiano cucinare o che ordinino la cena su JustEat. Che il matrimonio non è un punto d’arrivo, semmai è una tappa non obbligatoria, come non è obbligatorio fare carriera, o mettere al mondo dei figli. L’unica cosa obbligatoria è seguire il proprio cuore. Indirizziamo le bambine nel capire chi sono e cosa vogliono, perché quando sai chi sei, la strada è molto più facile, che le maschere sono per gli infelici e vorrei una generazione di future donne che non hanno paura di alzare la testa, di inseguire i propri sogni, di tenere le redini della propria vita.

Insegniamo tutto questo e avremo insegnato la felicità.

 

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